Regione Lazio – Bilancio: aumento Irpef e stop agevolazioni. I sindacati perplessi: “Sbagliato non rifinanziare il Tagliatasse”

Cesidio Vano
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Aumento dell’Irpef e rinuncia al fondo taglia tasse. Il confronto tra sindacati e amministrazione regionale del Lazio si è concentrato su questi due aspetti, ossatura della legge di bilancio che la Regione si appresta ad approvare per evitare l’esercizio provvisorio. Le sigle sindacali più rappresentative, infatti, sono state ascoltate in Commissione bilancio e torneranno anche lunedì a dire al loro, in un supplemento di audizione chiesto e concesso dall’assessore regionale al Bilancio, Giancarlo Righini.

La Cgil del Lazio ha contestato che il bilancio predisposto dall’esecutivo Rocca sia un bilancio “esclusivamente tecnico”, come è stato presentato. Per la Cgil, sono state fatte invece scelte politiche: “Non è una manovra espansiva che può far fronte alle mutate esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori – ha detto Natale Di Cola, segretario regionale – in un momento in cui la crisi economica e l’aumento del costo della vita sta già mettendo a dura prova le classi medio-basse”. Nel mirino del sindacato la scelta di non rifinanziare il fondo Tagliatasse, decisone che per Di Cola “comporterà un aumento fiscale di circa 350 milioni di euro, quasi tutti a danno delle classi medio-basse, in un contesto dove Roma e il Lazio hanno il triste primato di essere i più tassati d’Italia”. Per la Cgil tale decisione comporterà “un aumento medio di circa 400 euro a famiglia”. Anche la Cisl Lazio ha formulato riserve sulla rinuncia al fondo Tagliatasse, anche in considerazione della grave crisi economica che ha sta colpendo le famiglie laziali, “dove la crisi energetica, l’aumento del costo della vita, il rialzo dei tassi dei mutui e la riduzione costante del Pil regionale – ha detto Maria Annunziata Veltri, Segretaria regionale Cisl Lazio -, stanno causando una discontinua distribuzione di reddito tra le famiglie. Rinunciare al fondo Tagliatasse è un grave errore, in un momento in cui invece occorrerebbe dare risposte concrete alle fasce più deboli e fragili di questa Regione”. La Uil regionale ha fatto eco alla posizione delle due consorelle. Alberto Civica, segretario generale Uil Roma e Lazio, ha ribadito che “l’aumento dell’Irpef deve servire a ridurre il cuneo fiscale e ad abbassare le tasse per i lavoratori. È importante capire come saranno modulate le spese in conto capitale, gli investimenti e le risorse del Pnrr, per le quali non abbiamo avuto modo di approfondire la documentazione, visto il poco tempo a disposizione”. Anche per questo motivo, come detto, lunedì il confronto avrà un’appendice prima dell’avvio della seduta consiliare, fissata per martedì alle 11. Come è stato anticipato dopo che la proposta di legge di bilancio è passata in Giunta, mercoledì scorso, il provvedimento finanziario prevede, da una parte, lo stop all’indebitamento per finanziare gli investimenti, procedura che la magistratura contabile ha censurato nel suo giudizio di omologa sui conti del Lazio. Per la Corte dei conti, infatti, tale tipologia di spesa deve essere finanziata, semmai, dal surplus che arriva dalle entrate correnti (imposte, tasse, ecc.). Anche per questo, la Giunta Rocca, a fronte di un disavanzo del comparto Sanità, aggiornato al quarto bimestre 2022, di circa 216 milioni di euro e un debito complessivo della regione che nel 2021 ha raggiunto i 22,75 miliardi di euro, ha stoppato tutte le agevolazioni fiscali previste con il cosiddetto fondo Tagliatasse che lo scorso anno era stato rimpinguato con circa 300 milioni di euro. Poi, da gennaio di quest’anno anno sono venute meno le agevolazioni fiscali previste fino al 31 dicembre scorso. Resta confermata quindi la maggiorazione dell’aliquota dell’addizionale regionale Irpef prevista dalla normativa regionale del 2013, pari all’1,6% per tutti gli scaglioni di reddito imponibile, con esclusione del primo (fino a 15.000 euro) come sono anche confermate le maggiorazioni dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive (0,92%). Il gettito derivante da tali incrementi servirà per coprire l’ingente disavanzo sanitario ereditato dalla precedente gestione (al momento pari a 216 milioni di euro ad agosto 2022) mentre l’eventuale extra gettito, invece, servirà a finanziare attività e progetti extra sanitari riguardanti i servizi pubblici essenziali. Da parte sua l’assessore Righini ha ribadito le questioni già emerse in commissione: approvazione urgente della legge di bilancio per non andare in esercizio provvisorio; impegno a un costante confronto con opposizioni e parti sociali; divieto assoluto di ricorrere a ulteriore debito, espresso in più occasioni dalla Corte dei Conti; necessità di attivare un dialogo con il Governo per rimodulare il debito della Regione, “che nel 2021 ha toccato la cifra enorme di circa 22,75 miliardi di euro”; disponibilità e condivisione a rifinanziare il fondo tagliatasse, “perché siamo tutti consapevoli della insostenibilità della pressione fiscale nel Lazio”. Cesidio Vano
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