Lazio – Nomine alla Sanità: alla direzione regionale il dg che votò l’uscita del commissariamento; traballa invece l’incarico al ciociaro Mostarda

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Due anni fa, diede il via libera a Zingaretti per uscire dal commissariamento della Sanità nel il Lazio. Ora sta per essere chiamato dal presidente Rocca a guidare la Direzione regionale Sanità, anche se il neo-governatore ritiene ci siano all’orizzonte ancora debiti milionari nel comparto Salute.

Secondo gli ultimi ‘rumors’, sarebbe Andrea Urbani, ex responsabile della Programmazione sanitaria del ministero della Salute, in pole position per la nomina a Direttore della Sanità del Lazio, mentre nel turbinio di nomine ai vertici delle Asl e delle Aziende ospedaliere regionali ci sarebbero diversi incarichi traballanti, tra cui quello del ciociaro Narciso Mostarda, fino ad oggi direttore generale dell’Ospedale San Camillo di Roma. Due anni fa, ministero della Salute e ministero del Tesoro, dopo aver controllato i conti ed i bilanci, davano il via libera all’allora governatore e commissario, Nicola Zingaretti, a chiudere la stagione del commissariamento e a riprendere la gestione ordinaria del comparto, attraverso l’assessorato competente (all’epoca affidato ad Alessio D’Amato, futuro candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione) e le direzioni regionali competenti. Ad alzare la mano, affinché si chiudesse il commissariamento della Sanità, c’era anche lui, Andrea Urbani, direttore generale della Direzione Programmazione sanitaria del Ministero di Lungotevere Ripa. Romano, 59 anni, laureato in Economia e commercio, Urbani ha una lunghissima esperienza nella gestione amministrativa-sanitaria, soprattutto nell’attuazione dei piani di rientro dal disavanzo. Tuttavia, stando a quanto ha dichiarato il neo-governatore negli interventi di insediamento in Consiglio regionale, i conti della sanità laziale sarebbe tutt’altro che sotto controllo: “Ci troviamo – ha detto in quell’occasione Rocca – con 200 milioni di debito proiettato al 2023 a oltre 600 milioni, e con il fatto che con la giustificazione verso l’esterno di aver riportato la sanità in equilibrio in realtà si nascondevano i deficit delle Aziende ospedaliere romane per circa 700 milioni di euro, sacrificando la sanità in provincia”. “Con alcune tra le più grandi Aziende ospedaliere della Capitale – ha sottolineato Rocca – che cubano oltre 300 milioni di euro di deficit rispetto a quella che dovrebbe essere una spesa coerente”. Il riferimento è al Policlinico Umberto I, all’ospedale San Camillo e all’ospedale San Giovanni, che chiudono con costi maggiori per centinaia di milioni di euro. E proprio per fronteggiare tale situazione, il neo-governatore avrebbe pensato a Urbani per l’incarico di vertice amministrativo della Direzione regionale Salute, come ha anche anticipato oggi il quotidiano Repubblica, nell’edizione di Roma. Sebbene al momento nessuno abbia dato conferma all’indiscrezione di corridoio, sempre le medesime voci dei bene informati fanno sapere che lo stesso Urbani si sarebbe già attivato per avere chiarimenti dalle aziende ospedaliere sule ragioni degli sforamenti rispetto al budget. Il presidente Rocca, ad ogni modo, starebbe anche valutando le nomine e sostituzioni ai vertici di alcune Asl e Aziende ospedaliere. Tra queste ci sarebbe proprio la direzione sanitaria dell’ospedale San Camillo, il cui rosso in bilancio avrebbero raggiunto i 150 milioni di euro. Da un anno, alla guida guida dell’importante struttura sanitaria romana, dopo essere stato a capo dell’Asl Roma 6, c’è il direttore generale Narciso Mostarda, originario della Ciociaria, il cui incarico è però tra quelli ritenuti in forse. Cesidio Vano
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