Regione – Aumentano i costi dello smaltimento di rifiuti, stangata per i cittadini sulla TARI

Sara Pacitto
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Una stangata che accomuna tutti i contribuenti del Lazio, non avendo sul territorio regionale degli impianti per la gestione del ciclo dei rifiuti. All’orizzonte anche la richiesta delle società che si occupano del recupero e trasporto del pattume presso i termovalorizzatori fuori regione di rimodulare, al rialzo, le tariffe.

Relativamente a Frosinone, con una determina dello scorso 24 febbraio, la Direzione Regionale Ciclo dei Rifiuti aveva già comunicato ai 91 Comuni della provincia l’aumento della tariffa per conferire l’immondizia presso l’impianto TMB della SAF, Società Ambiente Frosinone, di Colfelice: da 138,68euro a 161,47euro a tonnellata, in sostanza una maggiorazione pari al 16,43%. Come se non bastasse, l’aumento è retroattivo, si dovrà onorare la differenza a partire dal 1° gennaio 2020. Una bastonata per i cittadini, sicuramente ignari delle dinamiche relative alla conduzione del servizio di raccolta e smaltimento del pattume in corso già da anni: il 22 dicembre 2021 la SAF presentava un’istanza di aggiornamento delle tariffe, sollecitando contestualmente gli amministratori dei comuni soci ad individuare una soluzione per far fronte alla mancanza di discariche sul territorio. Le difficoltà di gestione del ciclo dei rifiuti sono aumentate con la chiusura della discarica di Viterbo, ferma dal 1° novembre 2022. Il pattume della provincia di Frosinone da allora è stato conferito nei termovalorizzatori in Lombardia ed Emilia Romagna, con un inevitabile aumento dei costi. Il lassismo della politica in tal senso ha contribuito a che la situazione risulti adesso al capolinea: ora è assolutamente necessario che l’ente Provincia e l’ente Regione si attivino per individuare un sito “di servizio”. È una realtà che tutto il Lazio deve fronteggiare, la mancanza di discariche sul territorio regionale. Smaltire fuori regione prevede un aggravio significativo per le tasche dei cittadini. Dalla Pisana in più occasioni sono state sollecitate le Province ad indicare siti che potrebbero ospitare una discarica ma non ne è uscito nulla. Il neo assessore regionale ai rifiuti Fabrizio Ghera rilancia promettendo “una premialità” alle comunità che si dimostreranno favorevoli ad ospitare gli impianti e che ne subiranno l’impatto. Non c’è tempo da perdere, il tempo che passa ha un costo importante per i contribuenti. Nel frattempo la politica di casa nostra si muove rivolgendosi al presidente Luca Di Stefano chiedendo un Consiglio Provinciale urgente, al fine di dibattere sull’argomento. Così i consiglieri della Lega Andrea Amata e Giuseppe Pizzuti «Di fronte a questa situazione il territorio non può rimanere in silenzio. Invitiamo il presidente della provincia di Frosinone che rappresenta tutti e 91 i comuni, a convocare un consiglio provinciale aperto, nel quale si discuta del ciclo rifiuti, dell’individuazione della nuova discarica, visto che al momento siamo scoperti, e di tutte le altre questioni relative all’argomento, anche l’Egato, finanziato dalla Tari, quella tassa che pagano i cittadini, che è il risultato dei costi di gestione per lo smaltimento e nella quale rientra anche l’aumento deciso dalla Regione». Sara Pacitto  
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