Giudizio immediato per il pirata della strada che, per di più ubriaco, ha falciato e ucciso Georges Christian Galvez dandosi alla fuga. La tragedia si è consumata alle 0.40 del primo gennaio 2023, a San Vittore del Lazio.
Il Pubblico Ministero della Procura di Cassino ha chiesto l’emissione del decreto di giudizio immediato nei confronti di un 42enne, l’automobilista che ha travolto il compianto settantasettenne di origini francesi, nato a Lione, ma che si trovava con la compagna nella stessa San Vittore mentre, a piedi a bordo strada, stava salendo sulla sua vettura, “causandone la morte con violazione della disciplina della circolazione stradale” per citare il provvedimento del magistrato. La richiesta è stata subito accolta dal Gip ed il prossimo 2 maggio l’indagato dovrà comparire in udienza. Un procedimento penale “speciale” e rapido, che bypassa l’udienza preliminare, dovuto sia all’evidenza delle prove dei reati commessi sia all’estrema gravità della condotta dell’imputato, che per questo è stato anche sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e attualmente a quella dell’obbligo di presentazione in determinate giornate alla polizia giudiziaria (obbligo di firma). L’automobilista, infatti, dopo aver falciato il pedone, si è dileguato omettendo di prestargli soccorso e lasciandolo al suo destino e, non bastasse, rintracciato a tempo di record dai carabinieri di Cervaro, è pure risultato in pesante stato di ebbrezza. L’uomo, com’è emerso dall’inchiesta, era appena uscito da un cenone, in cui aveva alzato parecchio il gomito e postosi alla guida della sua autovettura, con a bordo anche la compagna, con un tasso alcolemico che sarebbe poi risultato “pari a 1,92 grammi per litro (contro il limite di 0,5, ndr) nel transitare lungo via Guglielmo Marconi, con direzione di marcia SR Casilina-centro di San Vittore, investiva Georges Christian Galvez, che stava salendo sul suo veicolo parcheggiato sul ciglio della strada, facendolo sbalzare di qualche metro di distanza” e procurandogli politraumi fatali. Il resto è cronaca.
