Era stato accusato di aver messo in atto una truffa telefonica, ma l’uomo essendo invalido al cento per centro e completamente sordo non avrebbe mai potuto essere l’autore di quella truffa realizzata su una piattaforma web.
Secondo le accuse il disabile avrebbe venduto una Fiat Panda per la somma di 2700 euro. L’acquirente aveva versato quel denaro in più trance. Ma quando è andato a ritirarla ha scoperto che quella macchina apparteneva ad una signora che non aveva mai messo in vendita la sua auto. A quel punto l’acquirente avendo realizzato di essere stato truffato ha fatto scattare la denuncia. Le indagini portate avanti in tal senso avevano portato dritti all’utenza telefonica del disabile che però proprio a causa della sua sordità non è in grado di poter rispondere al telefono. Eppure l’acquirente aveva riferito al momento della denuncia di aver parlato proprio con l’intestatario di quell’apparecchio telefonico. A detta dell’uomo gli accordi per il pagamento erano stati presi proprio via cavo. Cosa che non poteva assolutamente aver fatto il disabile che è sordo al cento per cento. Le indagini effettuate in tal senso hanno fatto scoprire l’arcano. Qualcuno si era impossessato dei dati personali del disabile. Secondo alcune informazioni raccolte si tratta di un uomo originario della Puglia già conosciuto alle forze dell’ordine per questo genere di reati. A conclusione dell’inchiesta il truffaldino che si sarebbe avvalso anche della complicità di una terza persona è finito sotto processo . Mar.Ming
