Dopo la morte del suo compagno aveva tenuto per sè il suo telefono cellulare ed un tablet. Ma i familiari eredi legittimi l’hanno denunciata per appropriazione indebita.
In realtà la donna , una 50enne di Ceccano, si era rivolta ad un negoziante di telefonia per tentare di visionare il contenuto della memoria del cellulare e del tablet poiché sospettava che quel decesso non fosse naturale. Ad avvalorare in suoi dubbi il fatto che a Ceccano c’erano stati due decessi riconducibili all’assunzione di droga. Il ceccanese va detto che nonostante conducesse una vita sociale e lavorativa priva di macchie aveva comunque mantenuto dei rapporti con vecchie amicizie nel mondo della tossicodipendenza. Forte il sospetto dunque che potesse essere caduto nelle tentazioni di qualche malintenzionato poiché aveva accumulato dei risparmi, aveva un buono stipendio e per di più vi era una polizza in scadenza. Nei giorni scorsi la donna si è sottoposta all’interrogatorio e assistita dall’avvocato Tony Ceccarelli ha raccontato per filo e per segno la drammatica vicenda affermando che aveva trattenuto gli effetti personali del suo compagno al fine di metterli a disposizione dell’autorità giudiziaria affinché si fugasse ogni dubbio sulla sua morte. Il Giudice dopo aver ascoltato l’imputata e aver preso atto della documentazione depositata l’ha assolta con la formula piena. Mar. Ming.
