Controlli a tappeto tra sicurezza sul lavoro e igiene alimentare: scoperto un lavoratore “in nero” senza permesso di soggiorno. Multe per oltre 11.000 euro.
Sabato sera di controlli serrati ad Aprilia, dove i Carabinieri della locale Stazione, supportati dagli specialisti del N.I.L. (Nucleo Ispettorato del Lavoro) e del N.A.S. di Latina, hanno passato al setaccio un’attività commerciale dedicata alla somministrazione di cibi e bevande etniche. L’operazione, inserita in un più ampio piano di tutela dei consumatori e dei diritti dei lavoratori, si è conclusa con pesanti sanzioni e la chiusura temporanea del locale. Al centro degli accertamenti la posizione del titolare, un uomo di 36 anni, che è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica. Le irregolarità riscontrate dai militari dell’Arma spaziano dalle gravi lacune sulla sicurezza alla gestione del personale. In particolare, è emersa l’assenza della sorveglianza sanitaria obbligatoria e la mancata formazione dei dipendenti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. La situazione si è aggravata quando i Carabinieri hanno identificato un lavoratore impiegato “in nero”, risultato tra l’altro privo di un regolare permesso di soggiorno che gli consentisse di svolgere attività lavorativa sul territorio nazionale. Non solo sfruttamento del lavoro, ma anche rischi per la salute pubblica. Durante l’ispezione, il personale del N.A.S. ha rilevato criticità riguardanti la sicurezza alimentare, che hanno portato al sequestro di merce per un valore stimato di circa 3.000 euro. Il bilancio economico dell’operazione è pesantissimo per l’esercente: 3.200 euro di ammende penali; Oltre 7.000 euro di sanzioni amministrative; 1.500 euro per violazioni alle norme alimentari. A causa delle gravi violazioni riscontrate, i Carabinieri hanno fatto scattare il provvedimento di sospensione dell’attività. Il locale resterà chiuso finché non verranno ripristinate le condizioni di legalità e sicurezza previste dalla normativa vigente. L’intervento si inserisce in una costante attività di monitoraggio del territorio pontino, volta a contrastare l’illegalità diffusa nel settore del commercio e a garantire che la concorrenza tra le imprese avvenga nel rispetto delle regole e della dignità dei lavoratori.
