In relazione all’articolo pubblicato lo scorso 8 febbraio ed intitolato “Ferentino – Si fanno consegnare dallo zio disabile i risparmi, tre nipoti accusati di circonvenzione di incapace”, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota a firma dell’Avvocato Fulvio Giorgilli.
Quale difensore dei “tre nipoti”, di cui ometto i nomi per ovvi motivi, esercito il diritto di replica, ai sensi dell’art.8, L 47/1948, ed a tale proposito chiarisco alcuni passaggi della vicenda. Giova precisare che la presunta vittima non è stata circonvenuta bensì lo “zio” ha affidato volontariamente ai “nipoti” – per esser precisi, solamente a due di loro dato che l’altro, all’epoca dei fatti, era minorenne – una somma di denaro temendo che questo avrebbe potuto essergli sottratto qualora fosse rimasto nella sua casa. Tale somma era stata affidata dalla presunta vittima ai nipoti anche con lo scopo di affrontare alcune spese per i bisogni e per il mantenimento della persona della vittima e di suo figlio. Infatti, egli aveva chiesto ai “nipoti” di essere a disposizione totale dello zio e del figlio badando a loro a tempo pieno. La sua pensione era utilizzata dalla presunta vittima per i suoi bisogni personali mentre non faceva parte dell’affidamento, come erroneamente riportato nell’articolo, fatto per cui, evidentemente, l’autore è stato informato male. I “nipoti” miei assistiti hanno, dunque, utilizzato le somme affidategli esclusivamente per le necessità dello “zio” e di suo figlio ed il denaro era prelevato ed impiegato sempre e solo all’esito di espressa richiesta del parente. Ogni passaggio della vicenda economica è stato documentato dai gestori. La somma affidata è stata impiegata solamente per la metà mentre quella residua, tra l’altro nel frattempo investita e depositata in un fondo, per maggiore sicurezza ed in esecuzione della migliore correttezza nei suoi confronti da parte dei “nipoti”, è stata già restituita allo “zio” nell’estate del 2020. Ho appreso che la presunta vittima ha il costume di comportarsi in tale modo ovvero affidando a terzi somme di denaro per farle utilizzare loro per i suoi bisogni e poi accusandoli di circonvenzione di incapaci, mettendo avanti il suo stato di disabilità e millantando la sua compressa capacità di comprendonio e comportamento che porta gli altri ad approfittare di lui, capacità, tuttavia, non ancora emersa in sede giudiziaria e della quale, a questo punto, è lecito dubitare. Mi risultano, infatti, alcuni procedimenti che lo vedono coinvolto per analoghi fatti. Ovviamente, come anche riportato nel pezzo, la questione è sub judice, nella doppia sede civile e penale, mentre al momento nessuna responsabilità è stata accertata a carico dei “nipoti” da me assistiti. Non è escluso che, all’esito delle risultanze processuali, l’attuale presunta vittima possa essere denunciata per calunnia da parte dei miei assistiti. Così l’Avvocato Fulvio Giorgilli.
