Mons. Ambrogio Spreafico, già vescovo di Frosinone, ha fatto il suo ingresso ufficiale anche nella città ernica dopo essersi insediato nella cattedrale di Anagni settimana scorsa
Il clima rigido non ha permesso, probabilmente, di arrivare sull’asinello come da tradizione, ma l’ingresso in città di Sua Eccellenza è stato comunque d’impatto, accolto in piazza dal sindaco Cianfrocca, da Don Walter e da tanta gente, oltre ad una schiera di sindaci del comprensorio e di rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Dopo una breve presentazione dei monumenti della città da parte del Sindaco e del parroco don Walter, Mons. Spreafico è stato accolto ufficialmente dal primo cittadino sul palco, con tanto di consegna delle chiavi della città dalle mani di due giovani in abiti tradizionali ciociari. Il discorso del sindaco Cianfrocca è stato un racconto delle bellezze di Alatri, chiese, cappelle, monumenti ma anche delle tante feste e realtà che la città offre. Mons. Spreafico, che non ha mai smesso di sorridere dall’inizio alla fine della visita, ha voluto mettere l’accento sulla memoria e sull’importanza del ‘ricordo’, ponendo attenzione a eventi passati che hanno segnato la vita di tutti, citando il Campo di internamento de Le Fraschette m anche le grandi guerre e quella attuale nel cuore dell’Europa. “Siamo tutti diversi ma questa è la ricchezza e la collaborazione fa la felicità o comunque il bene della collettività” ha sottolineato S.E. alle tante persone presenti, annunciando una visita più approfondita alla città. “In questi pochi anni di mandato- ha dichiarato Il Vescovo- insieme faremo del bene, credenti, non credenti, cristiani o di altre religioni, senza distinzione”, sottolineando che vista l’età sarà in carica per circa due o tre anni al massimo. Dopo la piazza la festa si è spostata a Civita nella cattedrale di S. Paolo dove S.E. ha reso il suo saluto a San Sisto, patrono della città e ha ammirato la ‘Particola sacra’ del miracolo dell’Ostia incarnata prima di concelebrare la Santa Messa. Il tutto si è concluso sul sagrato della cattedrale, ormai al buio della sera, con l’applauso dei fedeli e l’arrivederci del Vescovo. Andrea Tagliaferri
