Questa mattina l’ultimo saluto alla professoressa Tina Marchione.
Una perla di donna, una donna bella dentro e fuori, sempre pronta a dare una bella parola, un sorriso e una sguardo gentile che illuminava ed avvolgeva. L’ultimo saluto a Tina Marchione si è svolto in un’atmosfera triste ma serena di un sabato mattina di fine gennaio. Nell’aria tutto l’amore che da madre, sorella, zia, nonna, professoressa, amica, animatrice liturgica, catechista e nel coro, aveva sempre donato a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. La chiesa, la cattedrale di Santa Maria Assunta, gremita da tante persone che in questo freddo mattino di gennaio hanno fortemente voluto essere presenti a dare l’ultimo saluto a Tina. Tutti increduli e pieni di dolore. Una funzione funebre che ha visto la partecipazione dei suoi “ragazzi” del Gioberti – che per essere presenti avevano chiesto una assemblea straordinaria prima che fosse emanata l’ordinanza per l’allerta meteo che ha portato il sindaco di Sora a chiudere le scuole – e che hanno riempito la chiesa della loro vibrante presenza. Toccanti le parole di Don Ruggero nell’omelia: “Siamo tanti oggi a partecipare a questa celebrazione per Tina. Non stava mai sul piedistallo ma in silenzio per servire. Una persona mite, umile generosa, silenziosa, attenta ai particolari. Anche domenica scorsa aveva preparato con attenzione i canti e la liturgia ed ha cantato nel coro. Aveva una esperienza straordinaria della misericordia tanto che spesso veniva a ringraziare per quei tratti che coglieva nelle letture. Si rapportata con tenerezza ai piccoli e grandi. Preparava i giochi per la sua nipotina e per gli altri piccoli presenti. Sempre con una tenerezza unica. Tutti l’avete conosciuta in quei tratti delle beatitudine che erano proprie a Tina. Ringraziamo Dio per il dono che abbiamo avuto, di conoscerla ed incontrarla. Abbiamo perso una perla di donna. Siamo qui con le lacrime agli occhi, sconvolti ma grati al Signore, con un semplice Grazie sulle labbra di avercela data”. La funzione funebre è terminata con il ricordo degli ex alunni e colleghe e con le parole dei familiari. In particolare delle figlie. Una di loro ha chiesto a tutti: “portate mia madre nel cuore come la portiamo noi”. L’altra, ha sottolineato come “l’amore è come un boomerang e noi abbiamo avuto indietro tutto quello che hai seminato in questi due giorni. Hai lasciato un pieno, non un vuoto, di tutto l’amore che avevi dentro. Lo hai dato a tutti con tanta purezza e non hai trattenuto nulla per te. Hai trovato pace e gioia. Gesù custodisci la mia mamma”. E a chiusura il ringraziamento a tutti, nessuno escluso, per coloro che si sono stretti intorno ai familiari di Tina in questi giorni. All’uscita dalla chiesa il commovente volo di palloncini bianchi.
