Giappone terra di stranezze? sicuramente terra di genialità: il primo paese al mondo che individua negli scarti di un brodo una soluzione ecocompatibile con il proprio business.
L’intuizione arriva dalla prefettura di Miyazaki: il biodiesel viene ricavato dagli avanzi di zuppa di ramen, piatto forte della cucina nipponica, ed alimenta il treno che percorre una tratta di circa 5km in 30 minuti, passando per il panoramico ponte di ferro Takachiho lasciandosi dietro una profumata scia che odora di riso fritto. Il locomotore è una delle principali attrazioni turistiche del posto, caratterizzato dal suo tetto aperto: fino al mese scorso, per poter ammirare la suggestiva vallata dal ponte ferroviario più alto del Giappone, i passeggeri erano costretti a respirare le zaffate di gasolio prodotte dai gas di scarico del treno. Ad intuirne il potenziale inespresso è l’imprenditore Masumi Nishida, capo di un’azienda locale di autotrasporti, che si è casualmente interessato al difficile smaltimento dei residui grassi del brodo di ramen, a base di carne di maiale, solitamente trattati come residuo industriale. Dopo diversi tentativi di conversione ne è uscito un liquido raffinato con le stesse caratteristiche di un biocarburante. «Lo sforzo di recuperare ed isolare l’olio dalla zuppa è epocale», ha dichiarato Chihiro Kondo, professore associato di ingegneria meccanica presso l’Università di Scienze di Okayama, «Offre a tutti lo spunto di interessarsi all’uso efficace dei rifiuti». Qualche informazione sui biocarburanti: sono sicuramente una fonte di energia rinnovabile; si presentano in due forme: l’etanolo è costituito da materiale vegetale mentre il biodiesel è costituito da oli vegetali e grassi animali. L’utilizzo di biocarburanti non elimina completamente le emissioni di gas serra, ma i veicoli bruciano in modo più pulito rispetto a quelli alimentati con carburante a base di petrolio. I biocarburanti, inoltre, sono biodegradabili. Sara Pacitto
