Sulle “Procedure di somministrazione di lavoro tramite agenzia interinale e sulle procedure di regolarizzazione dei contratti in essere con i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Società Ambiente e Salute S.r.l. attraverso completamento ed integrazione orario di lavoro”, il consigliere comunale Federico Altobelli ha scritto al Prefetto, al Procuratore della Repubblica del Tribunale di Cassino, all’ufficio controllo analogo della società Ambiente e Salute, all’Ispettorato territoriale del Lavoro, ai rappresentanti di tutte le sigle sindacali di Ambiente e Salute, al Sindaco del Comune di Sora in qualità di Socio Unico di Ambiente e Salute e per conoscenza al presidente della Partecipata. Il consigliere chiede alle Autorità – in base alle proprie competenze – di verificare la regolarità delle azioni intraprese.

<Il sottoscritto Consigliere – scrive Altobelli nella nota inviata agli Enti – segnala che da mesi la società “Ambiente e Salute” S.r.l. assume personale a tempo determinato attraverso l’istituto dei contratti di somministrazione di lavoro interinale, periodicamente rinnovati, la cui legittimità risulta essere assolutamente discutibile. Tra l’altro – scrive Altobelli – alcuni dei lavoratori assunti a tempo determinato attraverso la procedura sopra segnalata risultano essere stati direttamente coinvolti nelle ultime elezioni amministrative come candidati nella coalizione elettorale a sostegno dell’attuale Sindaco Luca Di Stefano. A quanto viene riferito inoltre, la procedura intrapresa contrasterebbe anche con gli accordi raggiunti ai tavoli di contrattazione tra la Società, il Socio unico ed i Sindacati, poiché pregiudicherebbe al personale a tempo indeterminato già in forza alla Società “Ambiente e Salute S.r.l.” di ottenere il completamento dell’orario.
Invero – aggiunge spiegando – detto personale è ancora in attesa delle integrazioni orarie atte a completare il proprio orario lavorativo ed a renderne più dignitoso il salario percepito e più performante l’attività. Ebbene, la normativa di riferimento sulla somministrazione dei voucher lavorativi è chiara in proposito. Com’è noto, il reclutamento di personale dipendente anche nelle società partecipate avviene nel rispetto dei principi, di derivazione europea, di trasparenza, pubblicità e imparzialità, nonché tramite procedure selettive volte all’accertamento della professionalità richiesta secondo criteri e modalità stabiliti dalle medesime società con propri regolamenti. La finalità delle disposizioni di legge che impongono tali limiti sono fondamentalmente quelle di evitare che, attraverso il ricorso allo strumento societario, le Amministrazioni eludano la normativa in materia di assunzioni di personale e di contenimento della relativa spesa. Infatti, trovando nella materia applicazione le disposizioni di cui al D. Lgs. 81/2015, il numero dei lavoratori che possono essere assunti con il contratto a tempo determinato o in somministrazione a tempo determinato non può comunque eccedere complessivamente il 30% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipulazione dei citati contratti. Purtroppo, non è dato sapere se il numero dei dipendenti assunti a tempo determinato dalla società “Ambiente e Salute” abbia rispettato questi parametri non avendo la società fornito alcun riscontro in merito in occasione della richiesta di accesso agli atti.
In tale contesto – scrive ancora Altobelli entrando nel merito della questione – ci si chiede se i lavoratori selezionati da un’agenzia e poi inviati in missione presso la società partecipata “Ambiente e Salute” debbano o meno sottostare a tali principi di legge, soprattutto in considerazione del fatto che alcuni di essi sono stati direttamente candidati in liste della coalizione a sostegno del Sindaco Di Stefano, oggi socio unico della municipalizzata, utilizzatrice dei lavoratori medesimi.
La Legge ammette l’utilizzo della somministrazione da parte delle società pubbliche, ma tale facoltà va vista alla luce delle limitazioni normative imposte in materia, tra cui, ad esempio, il rispetto dei costi del personale, attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni. Il rispetto di tali limiti è assoggettato all’Amministrazione pubblica controllante, la quale è tenuta a definire, con proprio atto d’indirizzo, i criteri e le modalità con cui ogni organismo partecipato può raggiungere tale obiettivo, tenuto conto del settore in cui ciascun soggetto opera.
Nel definire i predetti indirizzi, l’Amministrazione controllante ha il dovere di tenere conto delle disposizioni che stabiliscono a suo carico divieti o limitazioni alle assunzioni di personale, previsione che conduce ragionevolmente a ritenere che sia oggetto d’indirizzo anche l’eventuale ricorso ai contratti di somministrazione di lavoro.
In questo caso – aggiunge – non ci risulta sia stato adottato un atto di indirizzo che regolamenti il quanto, il come e quali principi dovessero improntare la selezione del personale da assumere da parte della società interinale. Manca un atto propedeutico all’attività compiuta dalla società interinale per somministrare il lavoro richiesto secondo la forma di legge, che sia trasparente e rispettosa dei principi di parità di trattamento e imparzialità dell’azione amministrativa.
Non è inutile ricordare che, ricevuto l’atto d’indirizzo, la società Ambiente e Salute avrebbe dovuto selezionare l’agenzia di somministrazione con procedura ad evidenza pubblica, facendo in modo che questa, basandosi sulle direttive dell’atto medesimo, selezionasse il personale somministrato rispettando i princìpi sanciti dalla Legge.
Riteniamo – scrive – che tutti i passaggi di Legge siano stati in tal senso elusi configurando ipotesi di mancanze e reati di varia natura da accertare. Anche perché la società municipalizzata, nonostante una formale richiesta di accesso agli atti, ha mancato di fornirne le corrette informazioni e delucidazioni su tali questioni>.
Il consigliere nella dettagliata nota, poi aggiunge: <Per quanto riguarda i lavoratori già in forza alla Società “Ambiente e Salute”, a quanto ci risulta, sono rimaste sospese sul tavolo le rassicurazioni e gli impegni presi nell’ambito delle trattative tra le parti in materia delle ore contrattuali. Dal punto di vista logico e da un punto di vista giuridico, ciò avrebbe dovuto rappresentare una priorità della Società, da assolvere prima di ricorrere alla somministrazione del lavoro interinale a tempo determinato.
Sorvoliamo sulle promesse di stabilizzazione del personale assunto attraverso tale procedura, qualora (e ne siamo certi) siano state garantite, in quanto la legge in proposito parla chiarissimo e non conferisce alcun diritto in tal senso ai lavoratori assunti attraverso siffatta procedura.
Alla luce delle considerazioni riportate – scrive ancora Altobelli – si chiede agli Enti in indirizzo di determinarsi secondo quanto di propria competenza>.