Concussione continuata alla camera mortuaria di Frosinone, i due indagati, una ausiliaria ed un tecnico necroforo verranno giudicati con il rito abbreviato.
L’udienza preliminare è fissata per venerdì prossimo. Gli avvocati difensori Tony Ceccarelli e Alfredo Magliocca hanno optato per il rito alternativo al fine di ottenere uno sconto di pena. L’inchiesta che aveva portato al coinvolgimento di tre dipendenti (uno di questi adesso è deceduto) della camera mortuaria di Frosinone era stata avviata a seguito della denuncia del titolare di una agenzia di pompe funebri, il quale aveva dichiarato ai carabinieri di essere costretto a lasciare laute mance ai dipendenti dell’Asl per poter lavorare. Il modus operandi consisteva nel lasciare loro una mancia “per il caffè”. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori questi ultimi segnalavano ai familiari dei defunti, (molto spesso vittime di incidenti stradali) le agenzie funerarie che avrebbero potuto occuparsi delle salme. Un sistema, secondo l’accusa, consolidato che durava da tantissimi anni. Secondo quanto dichiarato dal denunciante a conti fatti in venti anni aveva sborsato oltre centomila euro. Le mance variavano dai 20 ai 50 euro fino a raggiungere, talvolta anche 100 euro a salma. Mar. Ming.
