Detenuto pestato in carcere, tutti è quattro gli imputati prosciolti per un difetto di querela.
Alla sbarra ieri mattina c’erano a A. K., M. C., G.E. e B.S. I quattro erano stati accusati di concorso in lesioni personali pluriaggravate e sequestro di persona. I fatti risalgono al 16 settembre dello scorso anno quando durante l’apertura delle celle e di libera circolazione dei detenuti nelle stesse, approfittando dell’assenza temporanea della vigilanza da parte del personale della polizia penitenziaria, avevano bloccato A. P., un detenuto di 28 anni di origini siciliane, con il quale precedentemente avevano avuto un acceso scontro verbale. I quattro dopo averlo spintonato lo avevano rinchiuso nella cella impedendogli di uscire. Subito dopo avevano iniziato a colpirlo con pugni e calci. A seguito delle percosse A.P. aveva riportato lesioni con una prognosi di 15 giorni. Da qui il loro rinvio a giudizio per concorso in lesioni pluriaggravate e sequestro di persona. Ieri mattina però in aula gli avvocati difensori Riccardo Masecchia e Cristian Alviani, hanno sostenuto che la vittima non aveva mai presentato denuncia né tanto meno aveva raccontato come erano andati realmente i fatti. Questa carenza di condizioni di procedibilità, ha portato il giudice a prosciogliere gli imputati. Anche per quanto riguarda il reato di sequestro di personale i difensori hanno sostenuto che non poteva essere configurato in quanto il tutto sarebbe avvenuto in appena una manciata di secondi. Il pubblico ministero va detto, il pm ha chiesto due anni di reclusione. Mar.Ming.
