Sora – Il crack alla malavita organizzata, spietati usurai e spacciatori senza scrupoli (VIDEO)

Alessandro Andrelli
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Dall’Operazione “Requiem” dell’ottobre 2020 (clicca qui) arriva al suo epilogo con l’operazione “Ultima Corsa”, come l’ha denominata il vice questore e capo della Squadra Mobile di Frosinone, il dottor Flavio Genovese. Il crack alla malavita organizzata del sorano è servito, verrebbe da pensare, ma non bisogna mai cantare vittoria, specie quando si ha a che fare con una realtà così radicata nel territorio, che proprio in occasione dell’operazione Requiem aveva saputo riorganizzarsi con altre realtà familiari per il traffico di sostanze stupefacenti e l’usura, il crimine sul quale ha posto maggiormente l’attenzione in conferenza stampa questa mattina a Frosinone il Questore, dottor Domenico Condello.

Nello specifico sono state eseguite 11 misure di custodia in carcere, di cui cinque donne della famiglia, 2 misure cautelari degli arresti domiciliari e 4 obblighi di dimora, oltre a 5 deferiti in stato di libertà”, così nella nota ufficiale della Questura di Frosinone. A proposito però della piazza sorana si aggiunge: “Il territorio Sorano già da diversi anni è stato teatro di diverse indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, con l’imprescindibile coordinamento della Procura cassinate, da sempre in prima linea nel contrasto al crimine in quel particolare territorio della Provincia. Le attività investigative espletate permisero già nel 2019 di individuare due fazioni, una facente capo ad una famiglia di origini campane ed una di carattere prettamente locale, con al vertice pregiudicati sorani, ben ramificate sul tessuto sociale, capaci di monopolizzare l’assetto criminale della città di Sora. I due gruppi, dopo un primo periodo di collaborazione reciproca nell’acquisto e nello spaccio sulle varie piazze del sorano, entravano in un secondo momento in contrasto tra loro dando vita ad un vero e proprio scontro finalizzato ad acquisire il totale predominio. La famiglia sinti di pregiudicati locali di origine “romanì”, fortemente radicata nella città di Sora e ben nota alla popolazione, voleva imporre nella città Volsca la propria assoluta egemonia, innescando violente rappresaglie, con incendi di autovetture e reiterate violenze fisiche mirate ad ottenere l’esclusività sulla vendita del narcotico. Tuttavia il conflitto cessava in via definitiva nell’ottobre 2020, quando la Squadra Mobile sgominava l’organizzazione criminale di estrazione campana nell’ambito dell’operazione “Requiem”, con cui venivano tratte in arresto 28 persone, ritenute responsabili a vario titolo di traffico di droga, estorsione e riciclaggio, con la condanna per 18 imputati in primo grado di oltre 160 anni di reclusione. Gli avvenuti arresti, con l’estromissione del rappresentante campano, avevano di fatto creato un vuoto di potere nella città, consentendo ai componenti della famiglia SINTI di ottenere il totale controllo del territorio e della vita sociale della cittadina sorana, suddividendosi in due gruppi e costituendo familiarmente una sorta di “mutuo-soccorso” nell’approvvigionamento dello stupefacente e nella spartizione dei profitti ottenuti dalla gestione delle loro illecite attività, tra cui quella riprovevole dell’usura. L’unione e la consolidata compattezza del gruppo ha reso l’indagine molto complessa e di estrema difficoltà considerato soprattutto che gli appartenenti comunicavano solo ed esclusivamente nella loro singolare lingua “romani” dalla inintelligibile comprensione. Come già sottolineato, alla stregua del loro modus operandi i proventi dell’attività di spaccio, oltre ad essere reinvestiti nell’acquisto di partite di droga, venivano utilizzati per effettuare prestiti a tassi usurari in favore di imprenditori locali che versavano in evidente stato di difficoltà economica. L’illecita attività usuraia, nel corso dell’arco temporale entro il quale si sono svolte le indagini, è stata facilitata dalla crisi pandemica da COVID 19 che ha colpito molti settori produttivi, costringendo circa una ventina di commercianti delle piccole e medie imprese, tra cui titolari di attività legate alla ristorazione, a rivolgersi ai componenti della famiglia. Il mancato pagamento settimanale dei relativi interessi usurari provocava serie conseguenze alle vittime, costrette con la forza dell’intimidazione a fornire al gruppo anche pranzi e cene gratuite. Eloquente è stato un episodio in cui una delle vittime usurate, titolare di una pizzeria, ubicata in una delle vie più centrali della cittadina, al rifiuto di prestare loro cibo e bevande gratis, veniva schernita urinandole sul ciglio dell’ingresso dell’esercizio commerciale, alla presenza di numerosi avventori del locale”. La cittadinanza di Sora, a questo punto, non può che dirsi preoccupata per quanto appurato dalle indagini della Polizia durante l’intensa attività investigativa. Va fatto un plauso per quanto svolto in questi due anni da quel video così tanto denigratorio quanto offensivo nella Pasqua 2020 con le corse di cavalli in pieno lockdown per il centro di Sora. Si attendono prese di posizioni da parte del mondo politico e associativo. Posizioni chiare di condanna, posizioni serie e consapevoli. Che ognuno faccia la sua parte, e non si nasconda dietro una colonna omertosa, nel tentativo di schivare l’argomento. Quanto successo in queste ore è di una gravità assoluta, che testimonia il forte disagio che vive il nostro territorio. Alessandro Andrelli
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