Domenica 21, all’imbrunire, l’orchestra di fiati dell’AMA ha dato ulteriore prova della bravura di ognuno dei suoi componenti, quasi tutti giovanissimi.
La presentatrice Grazia Guerra, dopo il benvenuto ai numerosi intervenuti, offriva il microfono al presidente Verneau ed al sindaco Natalia, seduti in prima fila accanto ai dirigenti del Convitto che ospita l’evento negli spazi all’aperto. L’Associazione è nata il 31 Marzo 1982, seguendo la tradizione musicale anagnina che affonda le sue radici ai primi anni del 1.800, quando con il contributo del baritono di fama mondiale Filippo Coletti fu fondata la prima scuola di musica anagnina per strumenti a fiato. Successivamente, dopo periodi di attività alternati a momenti bui dovuti alla guerra e ad altri gravi motivi, nel 1982 la Cassa Rurale ed Artigiana
decise di far rinascere e sostenere, come ancora fa, l’orchestra diretta oggi dal maestro Roberto Mattioli. Domenica 21 l’affascinante Grazia Guerra esordiva recitando “..salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch’i’ vidi de le cose belle che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle. Canto XXXIV dell’Inferno, verso 139”; illustrando “Così Dante conclude il suo viaggio nell’oltretomba lasciandosi alle spalle il dolore e il senso di oppressione, volgendo lo sguardo finalmente alle stelle, alle cose belle. Allo stesso modo vogliamo questa sera, attraverso la musica, guidarvi verso la bellezza e la speranza, condividendo insieme il 40° anniversario della nascita dell’Associazione musicale Anagnina”. Quindi la sequela dei brani: Counting stars dei One Republic. Seguiva La Califfa di Ennio Morricone. Quindi Adele in Concert, Cinema Paradiso, Folk Dances, Rossini Festival, James Horner Movie Magic, The Blues Brothers revue, Don’t stop me now. Il brano di Freddie Mercury, “Don’t Stop Me Now”, vera e propria carica di energia, esortazione all’abbandono tra le braccia dell’euforia, alla voglia di pensare a vivere il presente senza preoccuparsi del domani né di ciò che è stato, chiudeva il primo dei due concerti lasciando un’eco d’emozione e nostalgia tra le fronde dei giganti verdi. Arrivederci a domenica 29.
E. C.
