I consiglieri comunali di minoranza Alessandro Cardinali, Nello Di Giulio, Fernando Fioramonti, Sandra Tagliaboschi, Valeriano Tasca, esprimono profonda amarezza per una brutta pagina scritta oggi che resterà nella storia della città dei papi.
“Anagni sarà a smaltire, purtroppo, i rifiuti umidi (FORSU) di Roma, della provincia e, potenzialmente, provenienti da ogni parte d’Italia. Quel silente parere favorevole del sindaco Natalia del 24 dicembre 2020, lungamente sostenuto dai consiglieri di maggioranza, rimane scolpito sul marmo oltre che, purtroppo, sulla pelle degli anagnini. Quel consiglio comunale richiesto urgente dai cinque consiglieri di minoranza prima della pronuncia regionale di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e concesso solo dopo l’acquisizione della favorevole pronuncia della CdS del 10 06 2021, resta il punto più basso di una subdola maggioranza amministrativa che ha privato la città del confronto democratico preventivo su un tema che incide fortemente sulla salute e sulla vita delle persone. Quella processione di personaggi invitati in quello stesso consiglio comunale del 24 giugno per zittire l’opposizione fa ancora vergogna verso i valori di civiltà e democrazia propri della Sala della Ragione e verso il senso civico della città di Anagni. La città di Anagni è umiliata ma non certo piegata, neanche di fronte alla miopia regionale che profondamente ne condiziona lo sviluppo futuro. Le decisioni sbagliate del sindaco e dei suoi consiglieri, le ambiguità a seguire messe a nudo perfino nella CdS di presentazione del sofferto parere sanitario, hanno spianato la strada ad imprenditori tesi ad incrementare gli affari con il crescere delle migliaia di tonnellate di rifiuti senza, ovviamente, alcun limite rispetto la loro provenienza. Anagni paga un prezzo altissimo a persone e personaggi che non la rappresentano nei valori e negli interessi, persone che mai più potranno rappresentarla dopo averne pregiudicato la vivibilità e la qualità dello sviluppo futuro. La salvaguardia dell’ambiente e la salute dei cittadini non può essere solo uno slogan elettorale. “ Anna Ammanniti
