Le zecche possono trasmettere varie malattie, tra quelle più pericolose la borreliosi e la meningoencefalite causata da virus, conosciuta anche con il nome di meningoencefalite primaverile-estiva o TBE.
Il morso di una zecca si riconosce dall’area arrossata intorno alla puntura, a volte anche di qualche centimetro, accompagnata da eruzione cutanea, sensazione di malessere, rigidità del collo, ingrossamento dei linfonodi. La borreliosi, o malattia di Lyme, è generata da un batterio ed è curabile con una terapia d’eccellenza costituita da antibiotici; i corticosteroidi possono completare il trattamento in caso di malattia particolarmente aggressiva. Oltre ai sintomi già elencati, la patologia determina il coinvolgimento sistemico che può provocare artriti, problemi neurologici e cardiologici. La meningoencefalite virale acuta del sistema nervoso centralene è causata da un arborvirus appartenente al genere Flavivirus, molto simile ai virus responsabili della febbre gialla e della dengue; non esiste trattamento specifico, l’unica protezione realmente efficace consiste nella vaccinazione. Quando si viene punti da una zecca infetta, generalmente la TBE non dà luogo ad alcun sintomo. In una minoranza di persone compaiono febbre e dolori agli arti, tra i 2 ed i 28 giorni che seguono la puntura. Questi effetti potrebbero scomparire in qualche giorno, dopodiché la persona rimarrà immunizzata e quindi protetta per tutta la vita. L’infezione però può estendersi al cervello e generare una meningite o una meningoencefalite. I sintomi includono la rigidità della nuca, confusione mentale e paralisi e poi ancora stanchezza, problemi di concentrazione, di memoria, del sonno e vertigini, che possono perdurare per settimane o addirittura per mesi. Le forme più gravi della malattia possono provocare delle sequele permanenti o, anche se molto raramente, il decesso. Per le persone più esposte al rischio di morso di zecche in aree endemiche, la vaccinazione è l’unica protezione efficace. Il siero contro la meningoencefalite da zecche contiene il virus inattivo, morto, la cui azione è sollecitata da sali di alluminio. La vaccinazione prevede tre dosi da somministrare ad un intervallo di 1/3 mesi tra la prima e la seconda dose e 9/12 mesi tra la seconda e la terza dose. La protezione con ferita dal ciclo immunizzante è di 3 anni. Sara Pacitto
