L’Italia smarrisce per strada quasi la metà delle sue risorse idriche, Anagni ne è testimone attivo. Le perdite di acqua interessano diversi punti della città, tra cui via San Magno nella quale il prezioso liquido scorre copioso da giorni, rendendo tra l’altro anche viscido l’asfalto.
Acqua sprecata sulle strade a fronte di una palese siccità provocata da eventi atmosferici difficili da governare, mentre si potrebbero evitare le perdite. Un report pubblicato dall’Istat evidenzia che ogni 10 litri d’acqua potabile immessi in rete, oltre 4 si perdono prima di arrivare ai rubinetti delle nostre case. Uno spreco allucinante e paradossale se pensiamo che non piove da mesi e siamo a un passo dalla dichiarazione dello stato di emergenza. Sempre l’Istat ci dice che l’Italia è il Paese europeo che consuma più acqua, il fabbisogno pro capite è di 153 metri cubi all’anno. La maggior parte degli Stati membri ha prelevato tra 45 e 90 metri cubi di acqua dolce per persona per l’approvvigionamento pubblico. Diversi fattori incidono sui consumi: la domanda, le modalità di prelievo, il clima, il tipo di attività agricole e industriali. Ma anche condizioni specifiche tra queste il sistema delle infrastrutture e l’entità delle perdite nella rete idrica. Nel 2018 sono immessi in rete 8,2 miliardi di metri cubi, a fronte dei 4,7 erogati per usi autorizzati. La percentuale di perdite idriche totali della rete nazionale di distribuzione dell’acqua potabile è del 42,0%: ogni 100 litri immessi nel sistema, ben 42 non sono consegnati agli utenti finali. Per le cattive condizioni dell’infrastruttura idrica si disperdono 3,4 miliardi di metri cubi, le perdite potrebbero garantire le esigenze idriche di circa 44 milioni di persone in un anno. La mappa degli acquedotti colabrodo è comunque molto differente da zona a zona, in assoluto i territori meno efficienti sono Frosinone e Latina. Frosinone addirittura spreca otto litri su dieci! L’anagnina Viviana Cacciatori consiglia ai suoi concittadini come risparmiare il consumo di acqua. “In molti Comuni tardano ad arrivare le ordinanze anti spreco per quanto riguarda l’utilizzo dell’acqua. Di fatto ci stiamo avviando verso un preoccupante periodo di siccità. In attesa di direttive da parte di chi amministra, come cittadini potremmo agire in responsabile autonomia, adottando alcuni accorgimenti: impiegare ad esempio l’acqua fornita dal pubblico acquedotto esclusivamente per gli usi alimentari ed igienico-sanitari; evitare di utilizzarla per il lavaggio di cortili e piazzali e il lavaggio domestico di veicoli a motore. Evitare poi di riempire le vasche da giardino, fontane ornamentali e simili; innaffiare orti e giardini esclusivamente nella fascia oraria, tra le ore 21,00 e le ore 7,00 del mattino successivo. Riparare prontamente perdite, anche minime, da rubinetti, sciacquoni, etc.; installare sui rubinetti dispositivi frangi-getto che, mescolando l’acqua con l’aria, consentono di risparmiare risorsa idrica pur disponendo di un flusso di agevole impiego; se possibile, limitare la ricarica degli sciacquoni sottraendo volume al serbatoio (o utilizzare l’acqua con cui ci si lava le mani per il water) ; impiegare lavastoviglie e lavatrici solo a pieno carico; preferire la doccia al bagno, avendo cura in particolare di non far scorrere acqua mentre ci si insapona. In attesa che Acea ripari il colabrodo in cui versa la nostra rete idrica, pratichiamo il diritto della democrazia partecipata anche attuandone i doveri. Come le api che depositano la propoli per sigillare sia l’esterno che l’interno dell’alveare. Pro-polis.” Anna Ammanniti
