FOCUS – Covid: addio alle mascherine, da inizio pandemia utilizzate 46 miliardi

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Da mercoledì 15 giugno in Italia la mascherina non sarà più obbligatoria nei luoghi al chiuso come impianti sportivi, teatro e cinema. Resta invece sui mezzi di trasporto, esclusi gli aerei, negli ospedali e Rsa.

Invariate le regole nei luoghi di lavoro. In base all’ordinanza del ministero della Salute del 28 aprile 2022, l’uso della mascherina Ffp2 è solo raccomandato in tutti i luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico. Il dispositivo di protezione individuale è raccomandato per il personale a contatto con il pubblico; per il personale che svolga la prestazione in stanze in comune con uno o più lavoratori; nel corso di riunioni; in fila alla mensa o in altri luoghi comuni; in presenza di soggetti fragili, in presenza di sintomi tipici del COVID; negli ascensori e in ogni caso in cui si verifichi la compresenza di più soggetti nel medesimo ambiente. L’utilizzo non è necessario all’aperto, in caso di disponibilità di stanza singola per il dipendente e in ambienti ampi, anche comuni. Sono comunque sempre le singole amministrazioni a decidere quali misure sono da applicare al posto di lavoro, osservando attentamente le raccomandazioni generali. L’obbligo di mascherina resta nei luoghi di lavoro privati almeno fino a fine giugno. Da inizio pandemia sono oltre 46 miliardi le mascherine utilizzate in Italia e 129 miliardi a livello globale quelle consumate ogni mese, ovvero 3 milioni al minuto. Questa la stima effettuata da Sima, Società Italiana di Medicina Ambientale In Italia circa 2 miliardi di mascherine sono state utilizzate in Italia nell’ambiente scolastico, 16 miliardi dai lavoratori e intorno ai 28 miliardi nelle varie situazioni indoor e outdoor dall’inizio dell’emergenza sanitaria, per un totale di 46 miliardi di mascherine. Il presidente Sima, Alessandro Miani ha spiegato: “Sul fronte dell’ambiente, le mascherine hanno avuto un impatto paragonabile a quello di uno tsunami. L’OMS ha stimato che 3,4 miliardi di mascherine che finiscono ogni giorno nella spazzatura (dato globale), assieme a 140 milioni di kit di test, che hanno il potenziale di generare 2.600 tonnellate di rifiuti non infettivi, principalmente plastica e 731mila litri di rifiuti chimici. Un recente studio apparso su Environmental Advances, ha rivelato come buona parte delle mascherine finisca in acqua, quasi 5.500 tonnellate metriche di plastica ogni anno con una stima ottimistica al ribasso, evidenziando inoltre come una singola mascherina potrebbe rilasciare fino a 173mila microfibre di plastica al giorno negli oceani, con possibili danni da ostruzione in seguito ad ingestione da parte degli animali acquatici, ed effetti tossicologici dovuti alla veicolazione di contaminanti chimici e biologici. Preoccupa inoltre la presenza di frazioni sub-micrometriche, potenzialmente capaci di attraversare le barriere biologiche”. Anna Ammanniti
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