Nel pomeriggio di ieri, poco dopo le 17:30, un vasto incendio ha interessato il capannone di Malagrotta, nella periferia ovest di Roma, dove è ubicato il glassificatore dei rifiuti, nelle vicinanze di due rispettivi impianti di trattamento meccanico-biologico che lavorano e smaltiscono 1500 tonnellate di rifiuti urbani provenienti dalla capitale. Si teme un disastro ambientale oltre che la paralisi del ciclo dei rifiuti della città. Asili chiusi nel raggio di sei kilometri. Preoccupazione per i livelli di diossina nell’aria.

Le fiamme hanno avvolto e distrutto diverse aree, dove vengono giornalmente stoccati carta e plastica, oltre che un impianto di compostaggio. Enorme e densa la colonna di fumo che si è alzata verso il cielo, visibile a chilometri di distanza. Da lì a poco l’aria è diventata irrespirabile.

I Vigili del Fuoco, presenti con nove squadre, hanno lavorato instancabilmente fino a tarda sera. Sul posto anche la Protezione Civile e la Polizia Locale. Le cause dell’incendio sono da accertare, la Procura capitolina ha aperto un’inchiesta mentre è stato ovviamente bloccato il conferimento di immondizia fino a data da destinarsi.
A titolo precauzionale, è stato raccomandato alla popolazione residente nel raggio di un kilometro di non sostare nei pressi dell’area interessata dal rogo, mantenere chiuse le finestre, non utilizzare i condizionatori d’aria.
Dalla torre di controllo di Fiumicino hanno fatto sapere che le operazioni aeroportuali nello scalo si sono svolte regolarmente, nessun disagio dovuto al denso fumo che si è levato in cielo.
Sara Pacitto