Sora – Cimitero, ascensore rotto: il calvario dei familiari che non possono andare a trovare i propri cari

Irene Mizzoni
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Sentimento di affettuoso dolore, di commossa e intensa partecipazione e di solidarietà che si prova nei confronti di chi soffre. Questa si chiama la pietà. Bisogna averla nell’indole per comprendere che certe situazioni proprio non possono essere accettate.

Al cimitero di Sora, ala nuova, l’ascensore per raggiungere il secondo piano è rotto. E’ rotto da tempo. Alcuni cittadini ce lo hanno segnalato dopo aver atteso mesi e mesi che qualcuno dal Comune intervenisse rendendolo di nuovo funzionante. Sono persone avanti con l’età e/o con problemi di salute tanto da non poter fare le scale. Una donna che da poco tempo ha perso il marito e che vorrebbe portare un fiore, pregare per l’amato marito, compagno di una vita intera. La medesima situazione è di una coppia di anziani che hanno perso il proprio figlio. La donna e madre riesce ancora a salire le scale ma il marito e padre del giovane, purtroppo no. Quindi lui è costretto a rimanere giù, senza poter far visita alla tomba dell’amato figlio. Resta davanti la rampa delle scale, sconfortato. La situazione è inaccettabile e riguarda tante persone. Tutti abbiamo legami fortissimi con i nostri cari e per chi si trova ad affrontare una perdita, diventa necessario potersi ritrovare in un luogo dove sentirsi vicino al proprio caro che non c’è più. C’è chi ha avuto la forza di chiedere al Comune di intervenire ma ad oggi di fatti non se ne sono visti. Tutto resta così. Ogni giorno. Settimana dopo settimana. Mese dopo mese. Basterebbe un pizzico di altruismo, quel minimo di capacità di mettersi nei panni dell’altro. Così tanto ci vuole a sistemare un ascensore? IM (foto di repertorio)
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