Sono dati drammatici quelli forniti dal Commissario della Filca Cisl Lazio Sud, Fabio Turco, nella relazione al Congresso Straordinario, che al termine eleggerà due nuovi Segretari Generali con rispettive segreterie della Filca Cisl di Frosinone e di Latina. Numeri che devono far riflettere e che riguardano il settore trainante dell’economia regionale, l’edilizia.
Una crisi che dura da dieci anni e che ancora oggi non lascia intravvedere segnali positivi.
Nello specifico a
Frosinone sono
1043 le
imprese che hanno cessato l’attività,
7.970 i lavoratori che hanno perso il lavoro, 7milioni 638mila le ore lavorate in meno dalle maestranze. Ecco qualche dato:
- IMPRESE ATTIVE TRA OTTOBRE 2007-SETTEMBRE 2008 – 2252
- IMPRESE ATTIVE TRA OTTOBRE 2016-SETTEMBRE 2017 – 1209
- LAVORATORI ATTIVI TRA OTTOBRE 2007-SETTEMBRE 2008 – 13.691
- LAVORATORI ATTIVI TRA OTTOBRE 2016-SETTEMBRE 2017 – 5.721
- ORE LAVORATE TRA OTTOBRE 2007-SETTEMBRE 2008 – 12.474.715
- ORE LAVORATE TRA OTTOBRE 2016-SETTEMBRE 2017 – 4.835.762
A
Latina, invece, sono 645 le imprese non più attive e 5.551 gli operai non più occupati. Nelle due province, quindi, sono
circa 14mila i posti di lavoro in meno e
circa 1700 le imprese edili non più attive.
Tanti i temi affrontati durante il congresso, ecco quali sono e le considerazioni relative.
LEGALITA’
Il lungo periodo di crisi ha prodotto pesanti effetti facendo saltare le regole di legalità e regolarità. Molto spesso infatti muratori o manovali vengono qualificati come metalmeccanici ed addirittura come florovivaisti.
In media un lavoratore su 5 svolge lavori edili ma è inquadrato sotto altri contratti. Il fenomeno, oltre ad abbassare sensibilmente il salario dei lavoratori, permette un risparmio delle imprese sul costo di premi e contributi previdenziali.
SICUREZZA
La crisi del settore non può e non deve giustificare la riduzione dei costi sulla sicurezza e l’aumento degli infortuni e degli incidenti mortali avviene anche per i pochi controlli causati anche dalle mancate assunzioni degli ispettori sul lavoro in carenza cronica d’organico.
A livello regionale mediamente un’impresa rischia di essere controllata una volta ogni 30 anni, mentre dove avvengono i controlli i tassi di irregolarità raggiungono il 65%.
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Nella relazione il sub commissario Attilio Vallocchia ha ricordato le difficoltà che stanno attraversando i due territori con la
chiusura di piccole-medie aziende spesso
storiche come la Somace di Cassino, specializzata nella costruzione di New Jersey e la Canova specializzata nella fabbricazione di capannoni industriali in precompresso in cemento. Le enormi difficoltà delle aziende del distretto lapideo del Coreno-Ausonio le aziende del legno, laterizie, e lapidee nella zona di Anagni.
LE PROPOSTE DELLA FILCA CISL LAZIO SUD
Rafforzare i
controlli in materia di sicurezza sul lavoro, introdurre la
patente a punti, applicare il
contratto dell’edilizia e prevedere l’
obbligo formativo. Sono solo alcune delle proposte dei rappresentanti della Filca Cisl Lazio Sud che chiediamo, inoltre,
nuovi investimenti e la realizzazione di infrastrutture che migliorino i collegamenti tra le due province, come l’autostrada Roma-Latina e la complanare Cisterna-Valmontone.
(foto di repertorio)