Durante un comizio elettorale delle scorse elezioni comunali a Trevi nel Lazio, il sindaco uscente Silvio Grazioli avrebbe indirizzato presunte diffamazioni nei confronti del giornalista Francesco Digiorgio.
Il giornalista Digiorgio non era presente in piazza quel giorno, venuto a conoscenza del fatto ha ritenuto diffamatorie le parole del sindaco e ha presentato querela. Il PM aveva archiviato inizialmente, ma Digiorgio ha fatto opposizione all’archiviazione e il 27 aprile sarà il giudice a decidere per l’archiviazione definitiva o per il rinvio a giudizio. Queste le parole del giornalista Francesco Digiorgio assistito dall’ avv. Massimiliano Contucci del Tribunale di Cassino. “”Durante la campagna elettorale, il sindaco di Trevi nel Lazio si scagliò sia contro i propri avversari politici che contro anche dei privati cittadini tra cui la mia persona. Lo fece attraverso dei comizi pubblici trasmessi anche in diretta streaming su Facebook. Il tutto forse perché in passato, oppure durante la fase pre elettorale avevo redatto degli articoli che evidentemente non sono stati graditi? Ovviamente basta andare a recuperare i video delle dirette, per rendersi conto di quanto siano lesive anche sul piano professionale nei miei confronti le parole pronunciate dal sindaco. Tengo a precisare, che non sono mai stato mai manovrato da nessuno dei candidati, né della minoranza né della maggioranza, che non ho mai avuto interessi di nessun tipo In quanto io non risiedo nemmeno nel comune di Trevi nel Lazio. Non ho mai fatto nessun fotomontaggio, in quanto deontologicamente e professionalmente mi sarei dato la zappa sui piedi. Tutte le foto pubblicate su informareh24 e su altre piattaforme social sono state scattate senza essere mai ritoccate. Addirittura numerose dirette realizzate attraverso Facebook, possono inequivocabilmente confutare quelle che erano le mie denunce riguardo il randagismo, il problema dell’immondizia, delle buche stradali e di qualsiasi altro motivo per cui io abbia scritto articoli su Trevi nel Lazio. Mi auguro che la legge faccia il suo corso, perché non è consono a mio avviso che durante un comizio politico, un sindaco ancora in carica, pubblicamente metta alla gogna dei privati cittadini inserendoli nella sua propaganda politica senza che essi siano vincolati alle elezioni” Disponibili a raccogliere anche la versione e il punto di vista del sindaco Silvio Grazioli. Anna Ammanniti
