Un investimento che sicuramente si rivelerà utile, un valore aggiunto per gli obiettivi da sempre perseguiti in ambito sociale da don Felice Calò e dall’abate don Ugo Gianluigi Tagni. Soddisfazione dei fedeli di Sora ed Isola del Liri.
La struttura che ospitava l’ex scuola di San Domenico è stata acquisita dalla Congregazione del Sacro Ordine Cistercense di Casamari: la determina è stata pubblicata sull’albo pretorio comunale nella giornata di mercoledì. L’ipotesi più accreditata è che parte dello stabile verrà destinato alle finalità che Don Felice e Don Luigi, in stretta collaborazione con i gruppi di fedeli e le associazioni del territorio, elaborano e mettono in pratica: dall’assistenza sociale, sanitaria, culturale, alla formazione, al supporto e via dicendo. Iniziative che intendono favorire e migliorare la qualità della vita delle persone svantaggiate, favorire la reintegrazione sociale e lavorativa dei soggetti disagiati, il rafforzamento dei legami solidali e di responsabilità nella comunità. Propositi che sono la priorità per i due monaci dell’abbazia di San Domenico: nel 2018 è stata fondata l’associazione “L’Alberone” per «tendere le mani a chi è in difficoltà e supportarli nel percorso di reintegrazione sociale», come spiega Don Felice Calò. Un’esperienza definita come uno “scambio di vita”, di vissuto, di condivisione e confronto. Un punto di riferimento che offre accoglienza, ascolto, gruppi di studio, affrancazione alla ludopatia. Alla famiglia de “L’Alberone” adesso si è affiancata una cooperativa sociale che, continua don Felice, «vuole essere il braccio concreto de “L’Alberone”, per consentire fattivamente ai nostri amici di trovare il loro posto in un contesto lavorativo, per adesso agricolo. Sono persone che patiscono un disagio sociale, un lavoro li aiuta a stare meglio, a sentirsi utili, a sentirsi parte di un qualcosa. Un approccio che dà risultati concreti a livello psicologico: in mezzo alla terra, immersi nella natura, si coltivano le piante ma si coltiva anche l’autostima, il coraggio di andare avanti, la forza di guardare al futuro, per reinserirsi nella società. Un modello di buona pratica per la salute mentale». Le persone vengono indicate dalla ASL territoriale: persone con forme di depressione, disagio familiare, fragilità, impegnate nell’immenso uliveto di proprietà dell’Abbazia di San Domenico. I monaci cistercensi custodi della comunità. S. P.
