Provincia – Dia: pubblicata la relazione semestrale Antimafia, usura, rifiuti e riciclaggio. Ecco gli affari nel Frusinate

Angela Nicoletti
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(di Angela Nicoletti) La morsa della criminalità organizzata nel Frusinate non sembra rallentare, almeno secondo quanto emerge dalla relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia che evidenzia come la presenza di clan camorristici sia ben radicata in tutto il Frusinate dove si investe soprattutto in gioco d’azzardo, traffico di rifiuti.

L’aspetto inerente la provincia ricostruisce che “Se alcune recenti evidenze investigative testimoniano la presenza nelle province di Roma e Latina di sodalizi criminali autoctoni e ben strutturati, nonché di proiezioni di organizzazioni calabresi, campane e siciliane, nella provincia di Frosinone appare prevalente la presenza di gruppi di origine camorristica. Il 23 aprile 2021 i Carabinieri del Comando provinciale di Caserta hanno eseguito una misura cautelare n.4744/18 RGNR e n. 3227/18 RG GIP, emessa dal Tribunale di Santa Maria C.V. nei confronti di una rete di soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti attiva tra maggio 2018 e novembre 2019 nelle Province di Caserta, Frosinone e Chieti con tratta Caserta fino al vicino Lazio ed in Abruzzo. Dalle indagini e le attività tecniche di intercettazioni telefoniche, telematiche, ambientali e videoriprese, è emerso che gli indagati acquistavano all’ingrosso ingenti quantitativi di stupefacente (cocaina ed eroina) presso fornitori italiani ed esteri, e successivamente, anche favoriti dal dialetto ‘sinti’, intessono rapporti con altri spacciatori responsabili della gestione di autonome piazze di spaccio nei comuni campani di Sessa Aurunca, Mondragone, Pietramelara, Cassino nel Lazio e in Abruzzo a San Salvo (CH), provvedendo al trasporto e alla vendita di dette sostanze. Il 3 febbraio 2021 infatti nell’ambito dell’operazione ‘Autoriciclo’44 la Guardia di Finanza ha dato esecuzione ad una misura restrittiva nei confronti di 17 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere, evasione e frode fiscale. Le indagini hanno consentito di individuare 2 organizzazioni criminali i cui membri erano legati anche ad esponenti di spicco dei CASALESI, dedite alla commissione di una serie di reati fiscali, frode in commercio, falsità ideologica, intestazione fittizia di beni, estorsione, riciclaggio e abusiva attività finanziaria. Con la stessa ordinanza inoltre è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore di oltre 13 milioni di euro. Il sistema prevedeva la costituzione e l’utilizzo di soggetti giuridici creati ad hoc secondo lo schema tipico delle c.d. ‘frodi carosello’. Tra l’altro nel territorio provinciale hanno trovato rifugio numerosi latitanti, come dimostrano gli arresti avvenuti nel recente passato di esponenti di spicco legati ai clan AMATO-PAGANO, POLVERINO e ai CASALESI. I traffici di stupefacenti continuano a rappresentare un’importante fonte di lucro per i gruppi organizzati attivi nella provincia così come l’usura, il riciclaggio, il settore dei giochi e delle scommesse e quello dei rifiuti, segmenti criminali sui quali le mafie hanno lucrato sfruttando le opportunità del territorio, con i conseguenti rischi di infiltrazione dell’economia legale alimentati dall’emergenza pandemica”. Angela Nicoletti
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