(di Anna Ammanniti) Una storia sconvolgente ha investito il liceo Montale di Roma, una storia dall’amaro sapore assolutamente discriminatorio! Nel XXI secolo siamo ancora qui a fare i conti con il maschilismo, in questa faccenda venuto alla luce in un modo piuttosto becero.
Uno studente di 19 anni divulga la notizia di aver avuto una relazione con la preside di 49 anni. Un rapporto tra maggiorenni che non dovrebbe scandalizzare nel 2022, ma il fatto discriminatorio è che la dirigente scolastica è stata letteralmente massacrata dai media, nome, cognome e foto spiattellati su tutte le prime pagine dei giornali nazionali. La preside ha negato la relazione, affermando che non c’è stata mai nessuna storia con lo studente, spiegando che il loro rapporto, emerso dagli screenshot delle chat diffuse dal ragazzo, si è limitato al periodo dell’occupazione, quando lui si era mostrato collaborativo con la preside. La dirigente è finita nella gogna mediatica, ma del ragazzo cosa sappiamo? Praticamente nulla, l’uomo è stato protetto, la donna “massacrata” a livello mediatico. Del ragazzo conosciamo solo le iniziali e mai nessuna foto è apparsa sui giornali, eppure ha la sua bella maggiore età! Non è la prima volta che nella scuola succede una cosa del genere, lo “scandalo” è quando ci sono i minori e qui non siamo a giudicare cosa hanno fatto la preside e lo studente. In altre occasioni, situazioni di questo genere sono state gestite con maggior riservo, forse perché i protagonisti erano uomini? Perché nei confronti della preside del liceo Montale di Roma c’è tutta questa cattiveria? In Italia è ancora molto lontano il considerare le donne come gli uomini. Questo purtroppo è la triste realtà dei fatti. Lo si vede in ogni attimo, partendo da questa storia arrivando alle discriminazioni sul lavoro, a parità di mansioni le donne percepiscono meno stipendio rispetto l’uomo e tanto altro ancora. Il maschilismo è “La presunta superiorità dell’uomo sulla donna, tradizionalmente connessa con gli attributi della virilità”. Già qui ci sarebbe da aprire un dibattito e lanciare un messaggio agli uomini maschilisti. Sentirsi superiori per la propria virilità non è proprio una questione di gioia di cui vantarsi, magari sentirsi superiori per intelligenza, sarebbe un traguardo più glorioso! Purtroppo questa convinzione porta il maschio (quello che pensa di essere superiore) in alcune occasioni ad essere violento, offensivo, sessista. Un appello alle donne: “Siete convinte di volervi accontentare dell’8 marzo? Quando invece la parità dei sessi in Italia è lontana anni luce? Il maschilismo scorre nelle vene degli uomini, ovviamente non di tutto il mondo maschile italiano, ma una grande maggioranza continua a considerare le donne come esseri inferiori. La storia del liceo Montale ha solo finito di scoperchiare un ricco vaso di pandora e ancora ce ne sarebbe da “buttare” fuori. Nel frattempo il legale della preside del liceo in una nota stampa: “Dato la gravità dei danni personali e professionali e morali arrecati, chiederemo che alcuni mezzi di comunicazione che si sono resi responsabili di questa tortura mediatica ricevano una sanzione esemplare. Chiederemo un cospicuo risarcimento che rappresenti un solido precedente.” Anche gli studenti del liceo Montale attraverso una nota ufficiale: “Prendiamo le distanze dalla gogna mediatica subita dalla dirigente e troviamo lontani dal nostro pensiero le offese ed i commenti inopportuni che le sono stati rivolti”. Anna Ammanniti
