FOCUS – Finisce lo stato di emergenza ma non il Covid: si allentano le restrizioni ma i contagi continuano a salire

Sara Pacitto
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La data di oggi, 31 marzo, segna la fine ufficiale dello stato di emergenza deliberato il 31 gennaio 2020 per far fronte alla crisi sanitaria causata dal Covid-19. Ma il virus del Covid è giunto il suo capolinea? può davvero essere archiviato?

Purtroppo l’andamento della curva epidemiologica delle ultime settimane ci dice il contrario: trainati dalla sottovariante Omicron BA.2, i contagi continuano ad aumentare, così come i decessi, purtroppo, sono all’ordine del giorno. Ed è allarme reinfezione: chi si era già ammalato è nuovamente positivo al Sars-CoV-2, sono numerosissimi i casi. È ovvio che non si può identificare la conclusione dello stato di emergenza con la fine della pandemia, quest’ultima non puo’ coincidere con una scadenza burocratica. In un clima di incertezza, mentre il governo, così come previsto, ha annunciato la dismissione progressiva di alcune restrizioni, l’addio alle prescrizioni convince al contrario. Un rilassamento delle misure di sicurezza e l’impazienza di ritrovare la “normalità” potrebbe favorire una “sesta ondata”? Unica certezza è che sarebbe incauto adesso un calo di attenzione: lo stallo evidente della campagna vaccinale accompagnato all’allentamento delle precauzioni individuali sarebbe una pessima combinazione per la salute pubblica. Da domani, venerdì 1aprile, la graduale archiviazione del Green Pass appare come una conquista: si tornerà nei bar/ristoranti all’aperto, relativamente agli eventi sportivi allo stadio la capienza ritorna al 100%, sui trasporti pubblici basteranno mascherine chirurgiche e pass base, come pure sui luoghi di lavoro per gli under 50 non soggetti all’obbligo vaccinale. Resta la raccomandazione a non abbassare la guardia rispetto alla realtà dei fatti: la variante Omicron dilaga, nel bollettino di ieri 77.621 casi e 170 morti, mentre l’occupazione dei posti letto in ospedale cresce in 10 Regioni. Il dr.Andrea Cossarizza, ordinario di Patologia Generale e Immunologia all’Università di Modena, avverte «BA.2 e BA.3 sembrano più infettanti rispetto al ceppo originario ed alla variante Delta» Alcuni dati di laboratorio suggeriscono che BA.2, grazie alle efficienti mutazioni della Spike, sia più tossica e più aggressiva sui polmoni «I vaccini continuano a proteggerci, come sappiamo, più dalla malattia che dall’infezione». Nell’ultima settimana i casi in crescita, +39%, ed il tasso di positività al 14% indicano una nuova espansione del contagio. É possibile che il virus tragga vantaggio dagli emergenti vulnus della popolazione, in particolare l’immunità calante, dopo quattro mesi circa, e la quota di cittadini senza la dose booster o non ancora vaccinati. Cautela, quindi, è la parola d’ordine, meglio attendere per celebrare la fine del Covid. Si suggerisce di evitare luoghi molto affollati e rispettare il distanziamento interpersonale.
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