Focus – L’anticorpo contro tutte le varianti del Covid, che sarà “respirabile”, si studia in Italia

Sara Pacitto
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Il “super anticorpo” che proteggerà la popolazione da tutte le varianti del Covid-19 potrebbe essere ottenuto dai campioni ematici di 10 tra medici ed operatori sanitari dell’Ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo. Un anticorpo che sarà “respirabile”, somministrato attraverso aerosol.

Lo studio è curato dai ricercatori del Laboratorio di Biotecnologia “Centro Polifunzionale Labio 4.0 Marino Golinelli” di Pomezia e dal Dipartimento di Biologia dell’Università Tor Vergata di Roma, pubblicato sulla rivista scientifica “Molecular Therapy”. Gli scienziati hanno lavorato su 10 distinti campioni di sangue di medici ed operatori sanitari precedentemente infettati dal Sars-CoV-2, ognuno dei quali ha avuto una differente risposta immunitaria: è stata selezionata la risposta immunitaria più efficace contro il virus, isolandone i geni e codificano gli anticorpi. Partendo da questi, così come spiegano i ricercatori, «Il laboratorio ha individuato un panel di 6 anticorpi capaci di neutralizzare la proteina Spike, impedendo l’ingresso del virus nelle cellule. Il vantaggio sta nel fatto che sono stati selezionati soltanto gli anticorpi più forti e resistenti, oltretutto da poter essere utilizzabili in aerosol». In definitiva, il micro anticorpo sintetico ottenuto da questo processo di ingegneria genetica è stato elaborato affinché impedisca il legame del virus alle cellule. Un altro aspetto importante è che questi anticorpi riuscirebbero a prevenire la fusione delle cellule, meccanismo con il quale il virus si moltiplica all’interno dell’organismo umano senza dover uscire all’esterno «Lo studio dimostra che questo anticorpo individua una porzione della Spike che è essenziale alla funzione di ingresso del virus nelle cellule ed ha quindi conservato la capacità di riconoscere e contrastare, anche a dosi molto basse, tutte le varianti della Spike note al momento dello studio», afferma la dottoressa Maria Gabriella Santoro, ordinario di virologia dell’Università Tor Vergata di Roma. Grazie alle loro caratteristiche, i piccoli anticorpi, come già detto efficaci anche a piccole dosi, sono stabili ed adatti alla somministrazione per via inalatoria ed intranasale, una somministrazione sicuramente facile e non invasiva rispetto ad una iniezione endovenosa. Gli scienziati del Centro Polifunzionale Labio 4.0 concludono «Abbiamo investito molto sullo sviluppo di questo anticorpo, ora stiamo mettendo a punto il processo produttivo per poter far partire i test sull’uomo nell’arco di pochi mesi». La dichiarazione viene dalla consapevolezza dell’esperienza avuta con i vaccini antiCovid che, per necessità ed urgenza, hanno di gran lunga accorciato i tempi di ricerca e sperimentazione. Sara Pacitto
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