La fiaccola benedettina della Pace è arrivata a Montecassino dove ad accoglierla ha trovato l’abate dom Donato Ogliari ed i sindaci di Cassino, Norcia e Subiaco.
Nel pomeriggio di domenica la Fiaccola, scortata dagli atleti del CUS Cassino, insieme agli atleti di Norcia e Subiaco e seguita dalla bandiera della Pace, è arrivata in piazza Labriola a Cassino. Prima l’omaggio al monumento ai caduti, anche floreale da parte dei piccolissimi del Corteo Storico, e poi la rievocazione del Giuramento della milizia con un momento istituzionale nel cuore della Città Martire. Una cerimonia significativa che ha dato il via ai festeggiamenti che si concluderanno lunedì 21 marzo, data in cui viene ricordato San Benedetto da Norcia, Santo Patrono d’Europa. Commovente e pieno di significato il messaggio dii dom Donato Ogliari, abate di Montecassino. “Sorelle e fratelli carissimi,ringraziamo il Signore che in questo particolare tempo di grazia, la Quaresima, ci offre la possibilità di rinnovare la nostra vita cristiana guardando al luminoso esempio di san Benedetto, Patrono delle tre città benedettine di Norcia, Subiaco e Cassino, nonché Patrono principale dell’Europa.
La “Fiaccola benedettina pro pace et Europa una” è simbolo di luce, e rimanda alla luce intramontabile di Dio, dalla quale proviene ogni bene, alla quale si alimenta la nostra speranza e dalla quale promana il nostro impegno sincero per la giustizia e la pace.
Come credenti, questo simbolo luminoso racchiude dunque una missione per ciascuno di noi, quella di annunziare a tutti la potenza dell’amore di Cristo, che ci ha chiamati dalle tenebre alla sua splendida luce.
San Benedetto, che ha fatto sua questa missione, interceda per noi perché anche noi possiamo testimoniare concretamente il nostro desiderio di pace e di fraternità in questo mondo così smarrito, travagliato e scosso da guerre fratricide.”
A ricordare l’importanza della fiaccola anche Dom Luigi Maria, Presidente della Fondazione san Benedetto.”Le città di Norcia, Subiaco e Cassino, nel nome della Fiaccola benedettina “Pro Pace et Europa Una”, continuano a nutrire la speranza che i popoli e i responsabili della politica possano trovare, nei valori e nel programma di vita di San Benedetto, un vigoroso impulso all’edificazione di un
ordine morale basato sulla giustizia e sulla pace.Ogni anno le tre città benedettine affidano questi valori alla Fiaccola, una staffetta simbolica
scortata da giovani tedofori sulle strade di tutta Europa. Ci auguriamo che questo “messaggio” raggiunga oggi i giovani europei, affinché si mettano in cammino per la rinascita del nostro Vecchio Continente. Con umiltà e speranza, auspichiamo vivamente che l’Europa guardi al suo Santo Patrono, e la luce che lo ha ispirato possa illuminare tutti i cittadini europei, promuovere l’accoglienza, abbattere le distanze, rafforzare i legami di fratellanza ed educare alla costruzione della pace.” Le tre città gemellate nel nome di San Benedetto sono finalmente tornate a riunirsi a Montecassino con i rispettivi Cortei Storici, dall’ultima volta nel 2019 prima del blocco dovuto alla pandemia che ha di fatto necessariamente ‘congelato’ ogni attività legata ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono d’Europa. Un tripudio di colori nei chiostri dell’Abbazia e nella Basilica Cattedrale dove l’Abate Donato ha attinto la fiamma dalla Fiaccola benedettina per accendere – davanti alla tomba dei santi Benedetto e Scolastica – la Fiaccola portata da Papa Paolo VI a Montecassino, in un simbolico percorso di ritorno a quel “messaggero di pace e unificatore di popoli” da cui tutto nel 1964 è partito. Una cerimonia molto sentita – con il pensiero rivolto ai tragici eventi bellici che stanno interessando l’Ucraina – cui hanno partecipato le autorità locali con le persone più legate all’Abbazia e tanti fedeli che hanno anche preso parte alla Celebrazione domenicale delle 10.30. Nel chiostro bramantesco poi la rievocazione dell’Actus Reverentiae a san Benedetto e le festose danze del Corteo Storico Terra Sancti Benedicti schierato insieme ai Cortei di Norcia e Subiaco in una suggestiva coreografia che ha lasciato tutti senza fiato. Dopo il momento di raccoglimento in Basilica è stata inaugurata anche la mostra “Cammino – Sui passi di San Benedetto” dell’artista Franco Marrocco, che vede una sua opera presente su ogni tappa del Cammino di San Benedetto, quella Via Benedicti oggi percorsa da migliaia di pellegrini.
Angela Nicoletti
