Sora – Il drammatico racconto di Stella e Victoria, in fuga da Kiev, “unite da un abbraccio” a Carnello (VIDEO)

Sara Pacitto
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(di Sara Pacitto) Nella mattinata TG24.info ha raggiunto Stella e Victoria, due donne fuggite da Kiev ed arrivate a Carnello nella giornata di giovedì, insieme ai loro figli.

Stella e Victoria si sono conosciute durante la fuga, le loro figlie sono riuscite a stringere amicizia anche in questa sciagurata circostanza. Sono rimaste sempre vicine, si sono rassicurate e fatte forza vicendevolmente. Una volta in Italia, solamente un nucleo doveva arrivare a Carnello ma l’amore e la solidarietà vincono su tutto: mamme e bambini sono ospiti di una famiglia, di Carnello per l’appunto, particolarmente sensibile alla disgrazia che la popolazione ucraina sta subendo negli ultimi 17giorni, già attiva con raccolte di abiti, medicinali, alimenti e beni di prima necessità, inviati presso la basilica di Santa Sofia in Roma. Nonostante lo struggimento cresca nei cuori, Stella e Victoria si sono rese immediatamente disponibili a raccontare il loro dramma, un dramma comune a tutta la popolazione ucraina: secondo le stime dell’ONU, sono almeno 1.85milioni di sfollati interni ed altri 12.65milioni di persone direttamente colpite dal conflitto. Famiglie “spezzate”, costrette a fuggire per mettersi in salvo: i bambini sono la priorità, con loro non sempre ci sono le mamme, mentre i papà sono obbligati a rimanere, devono combattere, devono resistere. Stella e Victoria hanno la catastrofe nei loro occhi, basta guardarle, si sono portate la guerra dietro, la sciagura di un conflitto, la tristezza che ne consegue. E l’incognita del futuro: nessuno può sapere che cosa accadrà nei prossimi giorni, non c’è conforto per queste persone che vorrebbero solo riunirsi ai loro cari, ricongiungere gli affetti, ritrovare la serenità nel rispettivo ambiente familiare. E mentre Stella e Victoria parlano in maniera pacata, anche se non capiamo nulla di quanto stiano dicendo, si percepisce l’angoscia nelle loro parole, un’angoscia che non ha bisogno di essere tradotta dall’applicazione Google. Sale l’emozione della narrazione, è devastante realizzare di non poter dare nessuna certezza a queste due donne, ai loro figli: quando finirà l’incubo? quando potranno tornare a Kiev? quando potranno ritrovare la loro vita, tutta da ricostruire? Stella è psicologa, professava nel suo paese e, contemporaneamente, aiutava il marito nella sua professione di trader finanziario. Victoria ed il marito erano rappresentanti di una delle più grandi multinazionali ucraine, che importa cioccolato per distribuirlo poi a tutta la nazione. È davvero inquietante ascoltare il racconto della fuga, nel tentativo di scampare ai bombardamenti, lasciandosi dietro le spalle e tutt’intorno la distruzione, tra le urla disperate di bambini terrorizzati. L’auspicio e che il messaggio di sensibilità si diffonda: è necessario rispondere a questo maledetto conflitto con uno spirito umano che ci coinvolga ed unisca tutti nell’intenzione di aiutare fattivamente la popolazione ucraina, sconvolta da una infida guerra di potere. Stella e Victoria concludono ringraziando chi li ospita «Le persone che abbiamo trovato in Italia ci fanno dimenticare l’orrore che abbiamo vissuto». La famiglia di Carnello non vuole apparire ma è doveroso riportare il loro grande cuore: al momento stanno provvedendo a tutte le necessità di questo nucleo “allargato”, grazie anche al contributo spontaneo di conoscenti ed amici. Ci scusiamo se la traduzione non corrisponda in maniera precisa, parola per parola, alla testimonianza delle nostre amiche Stella e Vittoria. Siamo comunque certi che il video parli da solo. Sara Pacitto
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