Trafugava le marche da bollo che depositavano gli avvocati insieme alle loro pratiche e ne apponeva altre che ritagliava da pratiche che erano state lavorate negli anni precedenti.
Per questo motivo M.C. un cancelliere del tribunale di Frosinone di 51 anni, nel novembre del 2020 era stato accusato di peculato. Nei giorni scorsi la procura ha chiuso le indagini. Adesso l’avvocato di fiducia Christian Alviani avrà venti giorni di tempo per presentare le sue memorie difensive. All’epoca dei fatti i militari della compagnia di Frosinone sorpresero l’uomo in flagranza di reato. I militari avevano avviato le indagini a seguito della segnalazione di alcune persone che avevano evidenziato tale illecito all’interno degli uffici del giudice di Pace. A detta dei denuncianti, qualcuno intascava le marche da bollo nuove di zecca che gli avvocati allegavano alle pratiche che venivano depositate, per poi rivenderle.
Al momento del blitz i carabinieri avevano sorpreso M.C. nel suo ufficio mentre stava sistemando le “carte”. A quel punto per il cancelliere erano scattate le manette. Successivamente l’uomo aveva beneficiato degli arresti domiciliari, ma gli era stato vietato di avere contatti con l’esterno. Questo per evitare che potesse in qualche modo essere aiutato da qualcuno a far sparire eventuali prove che avrebbero potuto inchiodare l’uomo alle sue responsabilità. Il magistrato oltre al reato di peculato gli ha contestato anche l’accesso illegale al sistema informatico. Il modus operandi del cancelliere era quello di vendere le marche ottenute in modo illecito, agli avvocati che ne erano sprovvisti. Ormai quella vendita all’interno dell’ufficio era molto consolidata. Ma nessuno aveva mai sospettato che dietro la vendita di quelle marche da bollo si nascondesse un comportamento illecito.
Mar.Ming.
