Anagni – Odori nauseabondi in via Anticolana, cosa bruciano?

Anna Ammanniti
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Diversi cittadini hanno segnalato la presenza di odori nauseabondi nei pressi del casello autostradale. La puzza di materiale bruciato è accompagnata da fumo molto fastidioso.

In questi giorni l’odore acre si percepisce soprattutto dopo le ore 17 ed è stato rilevato da diversi cittadini che si sono trovati a transitare da quelle parti. Hanno notato una colonna di fumo alzarsi poco lontano, forse qualcuno intento a bruciare sterpaglie, dalla puzza sentita probabile che si tratti anche di plastica e spazzatura di altro genere. Capita spesso di vedere accesi fuochi e fumo che si sparge nell’aria con evidente danno per l’ambiente e per la salute umana. È il caso di ricordare, forse lo hanno dimenticato, che bruciare rifiuti è reato. La legislazione ambientale prevede da qualche anno uno specifico reato per la “combustione illecita di rifiuti”, in sintesi chi appicca il fuoco ai rifiuti è punibile penalmente. Il reato di combustione illecita di rifiuti è stato introdotto dal 2013 nel Codice dell’ambiente e punisce, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la pena della reclusione da due a cinque anni “chiunque appicca il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata”. Per l’integrazione del reato non è richiesta, come ha affermato di recente la Cassazione, la dimostrazione di un effettivo danno all’ambiente o di un pericolo per la pubblica incolumità e neppure che dal fuoco appiccato sorga il rischio di un incendio. Pertanto è sufficiente bruciare rifiuti di qualsiasi tipo e in qualunque quantità per commettere questo reato, ma se si tratta di rifiuti pericolosi la pena sale da un minimo di tre anni ad un massimo di sei anni di carcere e il responsabile è tenuto anche al ripristino dello stato dei luoghi, al risarcimento del danno ambientale e al pagamento delle spese di bonifica del sito. Se il reato di combustione illecita è commesso nell’ambito di un’attività d’impresa, il titolare risponde anche a titolo di omessa vigilanza sull’operato dei suoi dipendenti o di altre persone “comunque riconducibili all’impresa o all’attività stessa”, quindi se un operaio viene sorpreso a bruciare rifiuti sarà denunciato, come autore materiale del reato, insieme al responsabile dell’azienda. Chi brucia plastica rischia un’incriminazione ed una condanna per il reato di combustione illecita di rifiuti. Per quanto riguarda gli scarti vegetali si possono bruciare se i quantitativi sono estremamente ridotti e la combustione deve avvenire sul proprio terreno. Anche qui c’è la possibilità di incappare in un altro reato. È la contravvenzione per getto pericoloso di cose che si realizza provocando emissioni di gas, vapori o fumo atti ad offendere o imbrattare o molestare persone. È previsto l’arresto fino a un mese o l’ammenda fino a 206 euro. Quando si bruciano rifiuti di qualsiasi genere, comprese le sterpaglie bisogna porre molta attenzione perché c’è il rischio di provocare un incendio. Questo reato è punito dal Codice penale con la reclusione da tre a sette anni, anche quando si incendiano cose proprie, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità pubblica. (foto del web) Anna Ammanniti
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