(di Anna Ammanniti) Nel tardo pomeriggio di oggi ha avuto luogo presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio la conferenza stampa del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sugli ultimi provvedimenti anti-Covid adottati dal Governo. Sono intervenuti i ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il coordinatore del Cts, Franco Locatelli.
“La conferenza stampa con i primi provvedimenti del 2022, un anno da affrontare con realismo e prudenza, ma anche con fiducia e soprattutto con unità.” Queste le parole del premier Mario Draghi ad aprire l’incontro con la stampa. “Il Governo sta affrontando la pandemia con un approccio diverso dal passato. Vogliamo essere cauti e minimizzare gli effetti economici e sociali e soprattutto nei confronti dei ragazzi, che hanno sofferto in questo periodo.
La scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va protetta e tutelata.
Il motivo per cui possiamo adottare un approccio diverso rispetto al passato è uno solo: la vaccinazione. Quasi l’80% della popolazione ha completato la vaccinazione primaria, quasi il 40% ha fatto la terza dose.
Gran parte dei problemi di oggi dipende dai non vaccinati. Persone non vaccinate hanno maggiori probabilità di sviluppare la malattia in forme gravi. Invito gli italiani che non si sono vaccinati a farlo e ringrazio veramente di cuore chi già lo ha fatto. Grazie alla vaccinazione la situazione è diversa dal passato.
L’economia ha visto una crescita di oltre il 6% a fronte del calo dell’anno precedente del 9%. Le scuole hanno riaperto oggi. Le politiche di questo governo, come quello sullo smart working, sono coerenti con questa strategia. Siamo stati i primi ad introdurre l’obbligo vaccinale per alcune categorie professionali, dai sanitari alle forze di sicurezza, agli insegnanti. Ma ora la circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali, soprattutto per l’effetto sulla popolazione non vaccinata. Abbiamo incoraggiato
l’obbligo vaccinale agli over 50 e l’estensione del Green Pass per altre attività. Abbiamo disposto l’obbligo vaccinale dai 50 anni sulla base dei dati, che dicono che chi ha più di 50 anni corre maggiori rischi. Le Terapia Intensive sono occupate per 2/3 da non vaccinati e anche le ospedalizzazioni vedono le stesse percentuali. Abbiamo affrontato tante sfide difficili in questi anno, le abbiamo superate grazie alla determinazione, all’impegno dei cittadini, delle parti sociali, delle istituzioni, del Parlamento, degli enti territoriali. Ci riusciremo anche questa volta”.
Per quanto riguarda la riapertura della scuola, accompagnata da diverse polemiche il premier ha risposto così.
“Tutto quello che abbiamo deciso si fonda sul dialogo continuo con regione ed enti locali. Il Governo ha la priorità che la scuola stia aperta e in presenza. Basta guardare gli effetti delle diseguaglianze della DAD dello scorso anno.
Il sistema della Dad provoca delle diseguaglianze destinate a restare, che riflettono sul futuro della vita lavorativa dei ragazzi. Si chiede ai ragazzi di stare acasa, poi la sera vanno in pizzeria, fanno sport tutto il pomeriggio, non ha senso chiudere la scuola, prima di aver chiuso tutto il resto. Ma se chiudiamo tutto il resto, torniamo all’anno scorso e non ci sono i motivi per farlo,
perché la situazione è molto diversa, grazie alla vaccinazione. Probabilmente ci sarà un aumento delle classi in Dad ma quello che va respinto è il ricorso generalizzato alla didattica a distanza. In media ci sono stati 65 giorni di scuola regolare persa rispetto a una media dei Paesi più ricchi del mondo dove la didattica non in presenza è stata di 27 giorni, quindi il triplo. In alcune città i giorni di scuola in presenza sono stati solo 42 in un anno. Non vogliamo fare più così, vogliamo fare che l’Italia resti aperta con tutte le cautele necessarie. Abbiamo ripristinato la riduzione delle capienze degli stadi e l’attività economica deve andare avanti ma con sicurezza e prudenza, rispetto delle regole, vaccinazione e anche fiducia, molta fiducia, che si possa uscire da questa situazione.
La scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata e protetta, non abbandonata. Ringrazio presidi e insegnanti per i loro sforzi”.

Il ministro dell’Istruzione
Patrizio Bianchi è intervenuto a riguardo: “Il numero dei docenti sospesi perché non vaccinati sono lo 0,72%, quindi
il 99,28% ha deciso di vaccinarsi. Ad oggi i docenti assenti perché positivi o in quarantena sono il 6%, gli studenti il 4,5%. Stiamo controllando la situazione perché abbiamo operato con attenzione, non siamo stati fermi. Il 3,07% dei Comuni hanno disposto ordinanze di chiusura: una situazione che non è, quindi, dilagata.
Stiamo agendo in maniera responsabile regolando anche la dad che è uno strumento utile e deve essere integrato nei piani educativi della scuola. La situazione non è dilagata, le scuole hanno riaperto, come hanno riaperto ad aprile e a settembre. Se le cose funzionano è perché ci siamo affidati alle scelte che abbiamo fatto e che oggi stanno pagando. Laddove vi sia ulteriore riscorso alla didattica a distanza sarà all’interno delle regole che abbiamo dato. Noi abbiamo molto a cuore i nostri ragazzi, siamo molto responsabili”.
E’ stato toccato poi il tema “obbligo vaccinale over 50”.
Il presidente Draghi: “Quando si introducono provvedimenti di questa portata occorre cercare di arrivare all’unanimità. Sono provvedimenti di una portata sociale ed economica molto importante. Abbiamo concentrato le misure sulle classi d’età che occupano le terapie intensive, per proteggere la loro salute e di noi tutti. Naturalmente occorre che le decisioni abbiano una base scientifica”. E’ intervenuto il ministro della Salute,
Roberto Speranza: “L’ultimo decreto fa fare un passo avanti molto importante. Abbiamo ormai raggiunto una percentuale assolutamente rilevante di vaccinati, l’89,41% degli over 12 hanno avuto almeno una dose. Restano non vaccinati poco più del 10% degli over 12,
eppure questa piccola minoranza occupa due terzi dei posti in terapia intensiva e il 50% dei posti letto in area medica. L’obiettivo essenziale del Governo è provare a ridurre ancora l’area dei non vaccinati per ridurre la pressione sugli ospedali.
Su 100mila persone ci sono 23,2 persone che vanno in intensiva e sono i non vaccinati. Riguardo i vaccinati con due dosi da più di 4 mesi, il dato passa da 23 a 1,5, quindi crolla clamorosamente e scende a 1 quando la vaccinazione avviene in ciclo primario entro 4 mesi e col booster si va a 0,9, secondo un grafico Iss. Se vogliamo ridurre la pressione sugli ospedali e salvare vite umane e se vogliamo favorire la ripartenza economica e sociale del paese la strada prioritaria è ridurre l’area dei non vaccinati. E questa è una scelta che ha piena evidenza scientifica”.
Il dott. Locatelli (Cts) ha spiegato: “All’interno del Comitato tecnico scientifico non c’è stata alcuna voce dissonante rispetto alle misure adottate dal Governo. Vi è stata una riunione il 7 e di fatto si è analizzata la situazione epidemiologica del Paese senza che si levasse una sola voce dissonante rispetto alle misure.
Con la variante Omicron il booster copre per l’88% e per il 65% nel caso di ciclo primario, in base ai dati che ci arrivano dal Regno Unito”.
Il presidente del Consiglio Draghi ha sottolineato: “I decreti si sono succeduti per la complessità della materia ma anche perché il quadro è diverso. Occorre colpire la pandemia con lo strumento più importante, ovvero la vaccinazione. Nello stesso tempo cerchiamo di non tenere chiuso tutto. Vogliamo che l’Italia resti aperta con tutte le cautele. L’attività economica deve andare avanti. Prudenza, rispetto delle regole e molta fiducia. È essenziale essere uniti”.
Così ha concluso il premier : “Questa conferenza stampa avviene come risposta alle critiche per non aver fatto la conferenza stampa dopo l’ok al decreto in Consiglio dei ministri. C’è stata da parte mia e di altri una sottovalutazione delle attese. Perciò mi scuso e chiedo di considerare questa conferenza stampa come un atto riparatorio”.
Anna Ammanniti