È la sollecitazione del sacerdote Don Antonio Di Lorenzo, parroco di Arpino. Nella notte di Natale il Don ha invitato i fedeli a partecipare alla celebrazione in onore della nascita del Santo Bambinello postando il messaggio sui social «Vi attendiamo tutti alla messa di mezzanotte, Gesù non chiede Green Pass».
Tantissimi gli spunti di riflessione che il Don offre alla comunità affinché si consideri il vero significato delle festività, il valore di quanto il Padre Nostro ci esorta a comprendere ed a mettere in pratica. «La Chiesa vuole evitare il rischio di infantilizzare il Natale e banalizzarlo ad una festa per bambini. Il Natale rimette tutti e tutto in movimento, ma spesso nella direzione opposta al senso di questa festa. Si sta dimenticando l’appuntamento con Dio, che viene a rassicurarci con la sua presenza. Troppo spesso al centro dell’attenzione ci sono la “mangiatoia” gastronomica, l’apogeo del commercio, la fiera del consumismo: la nascita di Gesù sta scomparendo, addirittura dalla forma augurale tradizionale, per non offendere la sensibilità dei non credenti e di coloro che professano altre fedi religiose». Tutto è scritto nel Vangelo, continua Don Antonio «Le tragedie che scorrono ogni giorno sotto i nostri occhi, la pandemia, la crisi umanitaria, i disastri ambientali, il crollo sociale, la sofferenza, la violenza, gli abusi, ansia e depressione… In questi ultimi anni l’umanità intera è precipitata in uno stato di incertezza e paura, scuotendo l’equilibrio interiore di tanti e la serena convivenza quotidiana degli uomini. Le tenebre ci allontanano da Dio e dagli altri, inculcandoci il senso di abbandono e di diffidenza. Il Mistero del Natale è Dio che diventa carne, si fa uno di noi, per starci accanto e non lasciarci soli ad un destino catastrofico. Il Natale ridà speranza anche in questo momento storico particolarmente segnato dal dolore del lutto, dal senso di smarrimento e dalla paura di non farcela. Il Natale è un varco di luce nel buio, una boccata di speranza: Dio è in mezzo a noi e cammina sulle nostre stesse strade, nonostante il fetore dell’indifferenza. Dio ci ama ed intende liberarci dalla sensazione di non potercela fare. Dio ci insegna che anche gli “scartati” sono capaci di fare cose grandi e che non bisogna temere le ferite, i fallimenti, le fragilità, i sensi di inadeguatezza. È necessario darsi da fare, amare, rispettare, valorizzare ogni persona. Ignorare, trascurare, oltraggiare la dignità dell’uomo significa offendere Dio». Ovviamente l’invito di Don Antonio non è limitato alla sola “messa di mezzanotte” ma esteso a tutti gli appuntamenti parrocchiali: del resto, se si facesse proprio il vero significato del Natele, questo sarebbe tutti i giorni, in ogni circostanza, soprattutto fuori dalle mura della chiesa. Per quanti volessero trarre occasione di meditazione, riflessioni, considerazioni, sulla pagina facebook “Comunità Invisibile” ci sono diverse opportunità in tal senso. Tantissimi auguri a tutti. Sara Pacitto
