Sembrerebbe che l’amministrazione comunale abbia accettato la proposta del Primo Comprensivo di impossessarsi dello stabile di località Finocchieto ad Osteria della Fontana, che attualmente ospita la scuola media del Secondo Comprensivo.
L’ulteriore novità, che rasenta il classico colpo di scena, sarebbe che oltre all’edificio, sia stata accolta la richiesta della dirigente sempre del Primo Comprensivo, di “appropriarsi” anche del contenuto dell’edificio, ossia gli alunni. Se la notizia fosse fondata, il genitore che quest’anno ha iscritto il proprio figlio in quella scuola media, l’anno prossimo potrebbe trovarsi davanti a un’offerta formativa completamente diversa da quella scelta inizialmente. Sempre se la notizia fosse vera, la domanda viene da sé: perché accorpare oggi le due scuole e non quando vi era effettiva necessità per ottenere il famoso finanziamento regionale di ben 4 milioni di euro per la costruzione di un nuovo edificio? La città ha avuto una grave perdita, si ritrova con un edificio scolastico nuovo in meno per la mancata costruzione di allora, per il semplice “capriccio” di un Comprensivo che non ha voluto l’accorpamento, cosa che invece sarebbe stata accettato adesso. Su tutta la situazione, una decisione del genere porterebbe ad altre perdite importanti. Il finanziamento PON ottenuto sui progetti studiati per la scuola media di Osteria della Fontana del Secondo Comprensivo, fondi che andranno irrimediabilmente persi, a danno di tutta la comunità e soprattutto degli alunni. Tutta la situazione lascia ancor più allibiti dalle recenti dichiarazioni dell’amministrazione comunale che parlava di una scarsa e quasi assente collaborazione con il Primo Comprensivo, che rifiutava per l’appunto ogni tipo di collaborazione con le istituzioni, non ascoltando per ultimo anche l’esigenza del Comune di non avere abbastanza spazi logistici per altre situazioni e di non creare quindi nuove classi. Nonostante questo l’amministrazione comunale avrebbe accolto la richiesta di passaggio della scuola media, ciò potrebbe essere considerato un incitamento al non rispetto delle regole da tutta la comunità. Ci si augura che la pratica, che deve seguire l’iter in Provincia e poi in Regione, venga presa in considerazione con maggiore accortezza nei confronti dei cittadini. Anna Ammanniti
