Operazione Recall è l’attività con la quale da sei anni i militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Roma al comando del col. Giuseppe Lopez, in collaborazione con le Guardie Volontarie Venatorie della Lipu, contrastano l’attività venatoria illecita soprattutto l’utilizzo dei richiami elettronici.
Venticinque denunce, ventuno fucili sequestrati e 59 sanzioni amministrative per un totale di circa 8 mila euro, questo il bilancio dell’Operazione Recall 6, svolta come ogni anno dal 16 ottobre al 12 dicembre, nel territorio della Citta Metropolitana di Roma Capitale. Nell’attività sono stati impegnati i militari dei Comandi Stazione Carabinieri Forestale di Civitavecchia, Tolfa, Manziana, Palombara Sabina, Ciciliano, Segni, Carpineto, Guidonia Montecelio, Ostia, Pomezia, Velletri, Rocca di Papa, Palestrina, Sant’Oreste, Roma.
I richiami elettronici sono vietati dalle normative per via della facilità con cui gli animali ne sono attratti, con conseguente alta possibilità di abbatterli. Sono strumenti in grado di riprodurre il verso degli uccelli il cui utilizzo, in ambito venatorio, è vietato, vengono impiegati per attirare in questo periodo tordi ed allodole e facilitarne l’abbattimento da parte dei bracconieri. Nella provincia di Roma i richiami più utilizzati sono infatti quelli che riproducono
il verso del tordo bottaccio e dell’allodola, particolarmente utilizzati nel periodo compreso fra metà ottobre e metà novembre in concomitanza con i percorsi migratori che le due specie effettuano nel Lazio. La Direttiva 2009/147/CEE (Direttiva Uccelli) prevede all’allegato IV il divieto di utilizzare registratori. Inoltre, la legge 157/92 sulla protezione della fauna e del prelievo venatorio prevede all’articolo 21 il divieto di utilizzo di richiami a funzionament

o elettronico e stabilisce all’articolo 30, per il loro utilizzo, la sanzione penale dell’ammenda fino a 1.549 € con la confisca obbligatoria del richiamo stesso.
Tra i vari illeciti accertati, i Carabinieri Forestale segnalano la contestazione mossa ad
un cacciatore che utilizzava richiami vivi, appartenenti alla specie allodola, con anelli contraffatti, chiaro segno di provenienza illecita degli uccelli.
Nel complesso, sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 25 persone per varie tipologie di reati: utilizzo di richiami elettromagnetici (14 casi), abbattimento di specie non consentita (9), utilizzo di richiamo con anello contraffatto (1), omessa custodia di arma da fuoco (1), una persona è stata denunciata per concorso nella commissione dei reati. Sono state accertate 59 violazioni punite con sanzione amministrativa pecuniaria per un importo complessivo di oltre 8 mila euro.
Le violazioni amministrative più ricorrenti sono state quelle relative a omesse annotazioni, mancato rispetto delle distanze di sicurezza previste dalla normativa, mancata esibizione della licenza e del tesserino.
I rappresentanti della
LIPU hanno espresso grande apprezzamento per i militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Roma per questa preziosissima collaborazione che va avanti da ormai sei anni e che ha dato notevoli risultati nella lotta al bracconaggio in Provincia di Roma. Ancora una volta l’operazione Recall è stata l’occasione per mettere a sistema
la professionalità dei Carabinieri Forestale e le conoscenze delle Guardie Venatorie Volontarie della Lipu in un’ottica di razionalizzazione dell’impiego delle risorse disponibili, ottenendo così risultati ottimi risultati in termini di prevenzione e di contrasto agli illeciti a danno della fauna. L’operazione Recall 6 è stata condotta dalla Lipu nell’ambito del Progetto LIFE Against Bird Crime, finalizzato al contrasto del bracconaggio contro gli uccelli in Italia, Cipro, Grecia e Croazia.

L’Operazione conferma ancora una volta l’importanza dell’attività e la necessità di non abbassare la guardia e
di garantire un sistema di controlli efficace che assicuri il rispetto della legge e la tutela della fauna. Infatti, se da un lato possiamo registrare una flessione del fenomeno, il bracconaggio nella provincia di Roma continua ad essere un problema molto serio. Il controllo sulle modalità di esercizio dell’attività venatoria rappresenta da sempre
uno degli aspetti salienti dell’azione dei Carabinieri Forestale che non si esaurisce nell’arco temporale di apertura della caccia, come controllo venatorio ma si sviluppa durante l’intero anno come contrasto al fenomeno del bracconaggio.
Anna Ammanniti