Anagni – Biodigestore: Consiglio approva la proposta popolare, assemblea del Comitato (VIDEO / FOTO)

Anna Ammanniti
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Lo scorso giovedì 2 dicembre per la prima volta nella storia della città di Anagni è stata votata in Consiglio Comunale una delibera proposta dai cittadini. La proposta popolare contro la realizzazione del biodigestore.

Grazie al Movimento No Biodigestore Anagni sono state raccolte le firme di 600 cittadini necessarie per la presentazione della proposta popolare. Grazie ai 600 cittadini firmatari la delibera è stata portata in Consiglio Comunale. Il documento cambierà il destino della città, un destino che era stato segnato fin da subito dal sindaco e la sua maggioranza, tranne il consigliere Pierino Naretti. La settimana scorsa durante la discussione della proposta popolare il consigliere Luigi Pietrucci aveva presentato un emendamento che andava a snaturare la proposta di delibera, fortunatamente poi ritirato nell’ultima assise. Un’unica modifica è stata apportata, l’esclusione del riferimento specifico al progetto di Energia Anagni. Ieri si è svolta l’ultima di una serie di assemblee organizzate dal NO BIODIGESTORE ANAGNI. Luca Santovincenzo durante l’incontro: “Non è la fine delle nostre attività, ma solamente la fine di uno dei percorsi iniziati per opporci al progetto. La chiusura come vedete la facciamo nel nostro luogo simbolo, Porta Cerere identifica tutti noi ed oggi possiamo dire che identifica l’intera città unita nella lotta al biodigestore. Questa porta il 24 giugno qualcuno l’aveva aperta ai rifiuti e aveva messo anche il tappeto rosso. Ma molti anagnini quel giorno hanno alzato la testa, hanno capito che la Città doveva essere salvata e hanno deciso di chiudere Porta Cerere ai rifiuti! Oggi tutta Anagni dice NO e questo è accaduto grazie alla determinazione, all’impegno e alla passione di chi è partito dal basso. Possiamo dirlo forte!!! Giovedì il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la proposta popolare, non siamo entusiasti e non siamo soddisfatti. Noi saremo soddisfatti solamente quando questo progetto sarà bloccato definitivamente, oggi purtroppo non lo è. La delibera approvata giovedì non riporta tutto il testo originario, ma il Consiglio ha deciso di fare una modifica escludendo il nome di Energia Anagni. La modifica votata NON è l’emendamento proposto dalla maggioranza il 25.11 che noi avevamo subito osteggiato. Era un emendamento illegittimo ed avrebbe completamente vanificato l’iniziativa popolare. Nella commissione del 24.11, eccezione fatta per NARETTI, in maggioranza erano tutti determinati ad approvarlo, ma siamo riusciti a intervenire. Abbiamo detto che l’emendamento era inammissibile e lo avevamo segnalato a chi di dovere, ma soprattutto abbiamo detto una cosa. Il popolo va rispettato. La proposta del popolo va votata e chi l’ha stravolge deve spiegarlo al popolo. Da lì è nato il compromesso, un compromesso che non è uscito da noi, non è stato discusso da noi e non è stato avallato da noi, perché noi non siamo nessuno. E’ stato un compromesso politico ed è stato concordato con i consiglieri di opposizione. Il compromesso è stato questo: l’emendamento è stato ritirato e hanno deciso di fare una modifica diversa e parziale alla proposta popolare. Non abbiamo ancora il testo finale e non vogliamo qui fare alcun processo alle intenzioni. Il Consiglio all’unanimità ha detto che questa delibera è efficace ed è un NO deciso. Adesso ci dobbiamo fidare, noi avevamo proposto un testo che inchiodava tutti ad opporsi. Hanno voluto cambiare le virgole e si sono presi, maggioranza e opposizione una enorme responsabilità. Noi avevamo preparato un piatto di pasta buonissimo e chi ha voluto aggiungere il sale e portarlo a tavola sono stati loro. Se la pasta non sarà più buona, sapremo a chi rivolgerci. La nostra proposta era ammissibile e legittima. Questo va chiarito perché qualcuno in Consiglio ha provato a far passare il messaggio che non era così. Il parere del segretario lo ha detto a chiare lettere, per lui andava votata così ed era legittima. Il segretario ha solamente suggerito di togliere il nome della proponente per evitare un rischio economico ipotetico per i consiglieri votanti. Questi rischi personali oltretutto per noi nemmeno esistono. Quel parere non cita leggi, sentenze o dottrina giuridica che ne parlino. Se non si cita la legge, non è un parere legale. Se la delibera è legittima, non c’è responsabilità patrimoniale di nessuno, però i consiglieri lo hanno recepito come la bibbia e anche di questo si assumeranno le loro responsabilità. Da domani noi vigileremo che facciano il loro dovere. Dovranno aderire ai ricorsi al TAR ed agire in tutte le sedi,  anche presso SAF, Regione e Ministero. Il 2 dicembre 2021 è stata una data storica per la Città. Perché si è aperta una strada, per la prima volta nella storia del Comune di Anagni, è stata approvata una deliberazione di Consiglio Comunale proposta direttamente dai cittadini. I cittadini anagnini devono essere orgogliosi di tutto questo, perché con la loro azione, la loro determinazione e la loro passione, hanno fatto un servizio enorme alla Città di Anagni e possono dire di aver fatto qualcosa di davvero importante per il futuro dei loro figli e per l’ambiente dove vivono. Hanno preso lo Statuto Comunale e lo hanno fatto applicare, hanno dato l’esempio massimo di democrazia partecipata, hanno mostrato la strada ai loro rappresentanti istituzionali per raggiungere il bene comune.” Anna Ammanniti      
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