Natura e Montagna – I Luoghi di “Chiavone” nei sentieri dei monti Ernici

paolo
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Il 23 settembre del 2012 il Club Alpino Italiano, Sezione di Sora, in collaborazione con l’Associazione “La Selva” e gli Enti del territorio, inaugurava il “Sentiero Chiavone”. Le zone dei monti Ernici videro negli anni 1861-1862 le gesta di uno dei più rappresentativi personaggi del brigantaggio postunitario: Luigi Alonzi detto Chiavone. Nato a Sora nel 1825, al momento della conquista del Regno delle Due Sicilie da parte dei Piemontesi, era un oscuro guardia boschi. Ben presto iniziò a radunare un notevole numero di contadini, pastori, carbonari, con i quali formò una banda di partigiani. In poco tempo le sue gesta varcarono l’angusto chiavone_2confine sorano per giungere nella Terra di Lavoro e nell’Abruzzo. Riportò notevoli successi militari contro le forze piemontesi che presidiavano la Terra di Lavoro, tanto che il governo borbonico in esilio lo cominciò a finanziare. Aveva stabilito il suo quartiere generale sui monti Ernici da cui era impossibile snidarlo. Nel frattempo l’insurrezione andava sempre più prendendo piede tanto che la banda divenne un piccolo esercito. Il governo borbonico sulla fine del 1861 inviò presso Chiavone un ex generale spagnolo Raffaele Tristany con l’intento di organizzare un vero e proprio esercito di liberazione. Purtroppo i rapporti tra i due non furono dei migliori. Così nella primavera del 1862 Tristany con un tranello fece arrestare Chiavone, il quale dopo un processo sommario il 28 giugno del 1862 venne fucilato nei pressi della Certosa di Trisulti.  
  • Il Sentiero
chiavone_3Tanti sono stati i percorsi battuti da Chiavone sulla parte meridionale degli Ernici. A queste montagne il brigante ha legato il suo nome, il suo rifugio, la sua ascesa e la sua disfatta. Il sentiero inaugurato a Sora, suggestivo, panoramico, lungo ma agevole da percorrere, è stato teatro di cruenti scontri a fuoco; da qui Chiavone controllava la vastità delle pianure circostanti. Il percorso parte dalla località Portella a quota 622 mt., vicino la Fontana Grande. Avanzando sull’asfalto per 500 metri si imbocca una sterrata sulla destra in salita da dove iniziano i segni bianchi e rossi del CAI, sentiero CS1, che ci conducono fino in vetta. Dopo aver percorso una sterrata per 900 metri, superati gli 870 mt. si arriva a Fontana Fusa. Da questo punto in poi si segue in salita la carrozzabile che ci conduce a 1.330 metri di quota, dove inizia la fitta faggeta di Valle Scura. Il cammino è irto, intervallato da piazzole circolari e costeggiato da una vecchia recinsione. Si prosegue nel centro della valle, e si raggiunge quota 1.700 slm, da dove si prosegue per il Pedicinetto. Svoltando a sinistra, tenendosi a sud, si arriva alla fine del bosco, sulla sommità del monte Pedicino. Il sentiero si trova altresì in un posto strategico per la transumanza che avveniva già in epoca precristiana. A testimoniare l’importanza del luogo, caratterizzato dalla presenza di diverse sorgenti di acqua, c’è una capanna in pietra, simile ad un trullo, costruita come rifugio per i pastori. Sentieri ricchi di storia, cultura e fascino ambientale, che rendono le nostre montagne il “l’oro nero” del comprensorio.   a cura del Club Alpino Italiano, Sezione di Sora     
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