(di Anna Ammanniti) In una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Comando Interregionale Ogaden, sono stati scovati titolari di numerosi immobili, addirittura un nullatenente con una Ferrari, vacanzieri in barca, titolari di attività commerciali. Dagli accurati accertamenti dei militari è emerso che in due anni il valore delle truffe sul reddito di cittadinanza ammonta a quasi 174 milioni di euro.

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori e non solo anche di furbetti e furfanti, così basta niente
per trasformare un sussidio nato per aumentare l’occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze, in una truffa. I furbetti del reddito di cittadinanza, ossia coloro che ricevono il sussidio statale senza averne diritto, truffano Stato e popolo, i numeri diffusi dai Carabinieri sulle verifiche effettuate sono allarmanti. Ammonta a oltre
5 milioni di euro la truffa ai danni dello Stato scoperta dai Carabinieri del Comando provinciale e del Nucleo Ispettorato Lavoro di Napoli che, con l’Inps, hanno passato al setaccio un imponente numero di istanze di reddito di cittadinanza e scoperto 2.441 posizioni irregolari che sono state tutte revocate. Molte sono risultate intestate a camorristi e a loro parenti, a parcheggiatori abusivi, rapinatori, truffatori, figli inesistenti e lavoratori in nero. I controlli portati avanti dai carabinieri del Comando interregionale “Ogaden” hanno interessato cinque regioni (Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata).
I denunciati sono 716: 422 con pregiudizi penali, 64 per associazione mafiosa, quasi tutti italiani.
Il danno erariale raggiunge, spiccioli compresi, i 5.127.765,71 euro e vede responsabili diverse tipologie di persone. Il venditore ambulante di calzini, il rapinatore, il garzone del bar, i truffatori di anziani, gli scippatori, pusher, contrabbandieri di sigarette, lavoratori “in nero”, tra i beneficiari del reddito di cittadinanza anche numerosi camorristi e un proprietario di una Ferrari. Sono circa 647 i soggetti pregiudicati che percepivano la misura di sostegno a fronte dei 1824 denunciati.
Un dato che sale fino a sfiorare circa il 60% nella provincia di Napoli dove i “furbetti” pregiudicati sono 422 sul totale dei 716 denunciati in quanto percettori illegittimi della misura.
Nelle cinque regioni le irregolarità emerse sono 4.839, il 12,6% dei 38.450 nuclei familiari controllati per un campione di 87.198 persone. Secondo l’Inps allo scorso 30 aprile risultavano percettori del sussidio in Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata esattamente 387.076 nuclei familiari. Le denunce riguardano 3.484 persone (9,1% rispetto al numero dei nuclei familiari controllati). Di questi ultimi, il 38,4% sono soggetti già noti alle Forze di Polizia, tra cui il 2,6% (90) gravati da condanne o precedenti per reati associativi. L’azione di contrasto ha evidenziato che, nel periodo e nel territorio controllati, le irregolarità riscontrate hanno generato 19.112.615,72 di euro percepiti indebitamente. Tra i soggetti deferiti nell’intera operazione, il 60,2% sono uomini (2.097) e il restante 39,8% sono donne (1.387). Inoltre, il 59,4% dei deferiti sono cittadini italiani (2.071), mentre il restante 40,6% di nazionalità straniera (1.431).
Cinquecento persone denunciate anche nel Casertano per aver percepito illecitamente il reddito di cittadinanza, tra questi facoltosi proprietari di immobili, appartenenti alla criminalità organizzata e cittadini comuni, una somma truffata di 1,8 milioni di euro. È il bilancio dei controlli svolti dal mese di maggio dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta con il supporto di quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro, che hanno passato al setaccio le situazioni patrimoniali e familiari di 3429 richiedenti il beneficio, componenti 1459 nuclei familiari (45mila i percettori del reddito di cittadinanza nel Casertano), scoprendo che 500 persone non ne avevano diritto; per loro è scattata la denuncia penale e la sospensione del beneficio. I Carabinieri hanno anche sequestrato somme per 300mila euro. Dei denunciati, 349 sono stranieri, 94 avevano precedenti penali e 8 condanne per associazione mafiosa. Tra i casi più singolari c’è quello relativo agli appartenenti alla stessa famiglia che, residenti in un’unica unità immobiliare, hanno falsamente attestato di averla frazionata in 4 distinte particelle catastali, facendo così risultare di costituire autonomi nuclei familiari. C’è poi una beneficiaria che ha percepito in due anni 23.000 euro di reddito di cittadinanza pur essendo proprietaria di numerosi immobili ricevuti in eredità.
I Carabinieri durante i controlli di routine, dal 2019 hanno individuato 11mila persone che ricevevano irregolarmente l’aiuto economico, per un valore di circa 47 milioni di euro. Tra i denunciati c’è anche chi aveva una Ferrari, chi la barca, chi molteplici appartamenti, chi era pregiudicato per reati gravi o gestiva attività commerciali. Con i Carabinieri hanno lavorato anche i militari della Guardia di Finanza, hanno effettuato altri controlli sulla base delle banche dati dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate.
In questo caso le persone denunciate dall’inizio del 2020 sono state 22mila, e i soldi sottratti allo Stato 127 milioni. Sommando dunque le cifre riscontrate dalle forze dell’ordine si raggiunge un valore di 174 milioni di euro in più di due anni.
Considerato che il reddito di cittadinanza dal 2020 a
oggi è costato al bilancio pubblico circa 15 miliardi di euro, una percentuale di soldi sottratti e scoperti attorno all’1 per cento. Per quanto riguarda invece il numero di beneficiari a cui è stato revocato il sussidio, l’Inps ne conta quasi 117mila in tre anni, in forte aumento nel 2021 grazie a controlli più efficaci. Complice anche la crisi economica dovuta dalla pandemia la spesa pagata dai contribuenti per finanziare il reddito di cittadinanza è costantemente in aumento, i percettori sono attualmente 3,6 milioni di persone. Al 30 settembre 2021 i percettori di reddito di cittadinanza tenuti alla sottoscrizione del Patto per il lavoro
sono 1.109.287. Di questi,
il 37, 9% è stato preso in carico perché ha sottoscritto un patto per il lavoro con il centro per l’impiego, o dispone di un patto di servizio in corso di validità. Si tratta di 420.689 persone, a cui se ne aggiungono altre 2.983 impegnate in tirocinio.
Il Sud e le Isole è l’area geografica con maggiore presenza di beneficiari, dove risiede il 70,4% del totale delle persone soggette al patto per il lavoro. Rispetto all’età, si conferma la presenza di una utenza mediamente più giovane nelle regioni del Sud e delle Isole e leggermente più matura nelle regioni del Nord-Est. A livello nazionale la classe di età degli under 29 costituisce il 38,6% di tutti i beneficiari, mentre quella degli over 50 rappresenta complessivamente il 24,1% del totale. Anche nella nota di settembre è presente un approfondimento sulla storia lavorativa delle persone beneficiarie del reddito di cittadinanza tenute al patto per il lavoro: quasi 410mila beneficiari (il 36,9% del totale) hanno avuto un contratto alle dipendenze o parasubordinato negli ultimi 24 mesi. Questa quota risulta particolarmente differenziata in base al territorio di residenza e al genere. Tra le beneficiarie donne (che sono il 52,9% del totale) la quota di persone con esperienze occupazionali pregresse è inferiore di 15 punti percentuali rispetto ai beneficiari uomini. Tra gli under 30 è il 36,8% a far registrare un periodo di occupazione nei due anni precedenti.
Anna Ammanniti