Omicidio di Torvaianica – Chiesto l’ergastolo per Calderon e Bennato

Marina Mingarelli
4 MIn Lettura
Omicidio di Torvaianica, chiesto l’ergastolo per Esteban Calderon, esecutore materiale del delitto e per Giuseppe Molisso, considerato il mandante.

Per quanto riguarda Enrico Bennato i pubblici ministeri Francesco Cascini e Rita Ceraso hanno invece chiesto 24 anni di carcere considerando le attenuanti generiche. Dopo alcune contestazioni documentali da parte delle difese che sono state accolte dal presidente della corte di Assise Francesco Mancini ha preso la parola la Pm Rita Ceraso. Quest’ultima ha messo in evidenza numerosi elementi che dovrebbero portato all’arresto di Calderon, Molisso e Bennato accusati del delitto dell’albanese Selavdi Shehaj. A cominciare da alcuni testimoni che il giorno del delitto avrebbero riconosciuto gli esecutori materiali dell’omicidio vale a dire Calderon e Bennato. La tuta da runner, la bandana celeste e quello scooter parcheggiato poco distante sarebbero stati notati da alcune persone che quel giorno si trovavano nello stabilimento “Bora Bora” dove il 20 settembre settembre del 2020 si è consumato il delitto. Secondo gli elementi acquisiti l’omicidio si sarebbe consumato perché due gruppi criminali si contendevano il mercato dello spaccio in alcune zone della capitale. Molisso era considerato il “capo” di Tor Bella Monaca una delle zone più “calde” di Roma per quello che concerne lo spaccio di stupefacenti. Il pm Cascini ha ribadito come dalle chat acquisite si capisca questo grosso smercio di droga che ruotava intorno agli imputati . “Ma non ne hai nemmeno un poco per me? È quanto viene intercettato via cavo da Bennato a Molisso. A due giorni dall’omicidio Calderon scrive a Molisso che era indeciso se andare con la Bravo o con la moto. Segno questo che aveva già organizzato la condotta criminosa. Dalle intercettazioni l’uomo sostiene addirittura che avrebbe incrociato ad un certo punto i carabinieri. Per tale motivo sarebbe stato effettuato un sopralluogo con entrambi i mezzi. “Non c’è dubbio – ha detto il magistrato- che è stato Calderon a consumare l’omicidio, così come quello consumato ai danni di Piscitelli soprannominato “Diabolik”. Per la cronaca va detto che vari passaggi dell’omicidio sarebbero emersi dopo le dichiarazioni di Emanuele Cangi che prima aveva denunciato Bennato per stalking e poi aveva ritrattato dicendo addirittura che si era sentita con Enrico il 30 settembre del 2020 quasi a difenderlo. E come faceva a ricordare una cosa avvenuta molto tempo prima? Tornando all’omicidio, l’assonanza tra l’albanese e Piscitelli c’è per lo smercio di stupefacente nella zona di Torvaianica. I pm hanno contestato il metodo mafioso in quanto attraverso questo comportamento si vuole inviare un messaggio. “Che bisogno c’è – ha detto Cascini- di sparare di domenica mattina davanti a decine di persone? Perché questa scelta pericolosa con una via di fuga complessa? Quella non è altro che una dimostrazione di forza. Quasi a dire io sono più forte di tutti e quindi invincibile”. Ieri pomeriggio in udienza erano presenti anche le parti civili nella persona degli avvocati Deborah Magnante ed Angela Porcelli. Si tornerà in aula il 14 ottobre. La sentenza è prevista invece per il prossimo 4 novembre. Marina Mingarelli
Condividi questo articolo
Nessun commento