Si è riunito per la prima volta questo pomeriggio il nuovo consiglio comunale della città di Sora. Una seduta che sarebbe dovuta essere “formale”, con all’ordine del giorno i soli adempimenti di legge. Invece, a causa di strategie e trattative sotto traccia, ora si rischia di dare il via ad una stagione di antagonismi. Ecco cosa è successo.

Come dispone la legge a presiedere la seduta è stato il consigliere più votato, cioè Lino Caschera. A lui il compito di gestire la seduta che in avvio è stata ordinaria. All’esame dell’assise le condizioni di candidabilità, eleggibilità e compatibilità del sindaco e degli eletti alla carica di Consigliere Comunale e a seguire il giuramento del sindaco. Poi però qualcosa accade ed è quando il consiglio è chiamato ad eleggere il presidente e del vice Presidente del Consiglio Comunale. Pervengono all’attenzione dell’assise due proposte, una dell’opposizione e una della maggioranza. Nello specifico 4 consiglieri di opposizione propongono per la carica di nuovo presidente del consiglio la dottoressa Manuela Cerqua. Dalla maggioranza 4 consiglieri propongono per quella carica Fausto Baratta.
Prima della discussione, proprio Baratta prende la

parola e dopo aver ringraziato i suoi, dice di voler lasciare l’incarico ad un giovane. Dai banchi dell’opposizione spiegano che la convergenza sulla figura di Cerqua è stata naturale e che è stata formalizzata alla luce delle dichiarazioni del neo sindaco che ha auspicato collaborazione proprio con l’opposizione (durante la seduta ha però interrotto più volte i consiglieri che parlavano dai banchi dell’opposizione, ridacchiando a più riprese). “Sentita l’apertura alla minoranza da parte del sindaco – ha detto la consigliera Eugenia Tersigni – abbiamo sottoscritto la proposta. La dottoressa Cerqua è donna di grande spessore, di grande competenza. Ringrazio il sindaco per questa apertura. Non voglio credere alle dicerie e agli articoli di giornale. Presentiamo questa candidatura che ha tutte le caratteristiche per poter svolgere al meglio questo ruolo e chiedo al consiglio di dare fiducia ad una giovane donna che rappresenta il nuovo”. Alle dichiarazioni di apertura però, di fatto la votazione racconta un’altra storia. Non vengono dati sufficienti numeri né a Baratta né a Cerqua.
Il

presidente del consiglio non viene eletto. Seguono dubbi sulla regolarità del proseguo della seduta, sollevati dal consigliere Valter Tersigni che chiede lumi al segretario comunale (che cita una parere del Ministero del 2018). Si va avanti e interviene anche il consigliere Federico Altobelli che, fra l’altro, parla di “manuale Cencelli”, di “problemi di merito”, di “nuova era glaciale” e di “strane alchimie politiche”. Replicano Lombardi e Monorchio. In sostanza viene detto: per supportare la candidatura di Manuela Cerqua avete portato un documento con sole 4 firme mentre l’opposizione è di 6 consiglieri (mancano Lino Caschera e Salvatore Meglio), l’apertura all’opposizione non vuol dire questo. La maggioranza tira dritto. Il sindaco comunica la nomina della giunta per poi passare all’ultimo punto, cioè l’elezione componenti Commissione Elettorale Comunale che sono Baratta, Di Vito, Altobelli. I supplenti sono Monorchio, Mosticone, Cerqua.