I dati raccolti dagli speedtest realizzati da Ookla (Global Fixed and Mobile Network Performance Maps) parlano chiaro: è Frosinone la provincia con la connessione internet più lenta d’Italia.
Solo 27,61 Mbps. Ben al di sotto dei valori riscontrati in provincia di Milano (la più performante con 122,45 Mbps) che insieme alle province di Palermo e Genova è l’unica a superare la quota 100. Per il resto, l’intera Italia si muove tra gli 88,6 di Cagliari e, ahinoi, gli 27,61 Mbps di Frosinone.
Quando si parla di evoluzione, di sfruttamento della modernità e delle risorse non si può non considerare che se manca la materia prima, nulla è più in grado di essere sostenuto. Si perde di credibilità, e in questo la politica e la volontà di investire in un territorio è fondamentale.
Ecco perché quando ci si riempie la bocca con “progetti europei”, oppure, “fondi regionali” o magari progetti che puntano a fondi ministeriali, non si può dimenticare che occorre anche avere una buona “banda larga”, un’ottima penetrazione sul territorio della fibra ottica, e di quella rete di infrastrutture che non solo è legati ai Comuni ma anche agli investimenti da parte degli imprenditori o dei grandi gruppi, leader nel settore della telecomunicazione.
