Ancora un furto nella palazzina Asl dell’ex ospedale Umberto I di Frosinone, una situazione insostenibile per l’Avis Provinciale, ma anche per tutte le associazioni e le varie attività che sono ospitate nella struttura dell’Asl di Frosinone.
Nella notte tra domenica è lunedì, con le medesime modalità dello scorso maggio, quando si verificò il secondo furto (clicca qui), malviventi sono entrati nella struttura dell’ex ospedale Umberto I di Frosinone, tra l’altro a due passi dal comando provinciale dei Carabinieri, e hanno cercato, senza fortuna stavolta, oggetti o altro da rubare. Dopo il precedente furto, infatti, la stragrande maggioranza delle associazioni non avevano più sistemato oggetti di valore, ne tantomeno denaro nella struttura. I ladri hanno cercato, invano, tra le varie stanze, e per farsi strada hanno messo nuovamente sottosopra gran parte della struttura, e stavolta sono anche andati negli altri piani, dove ci sono alcuni uffici Asl, alcuni anche sanitari e non solo amministrativi. Una situazione insostenibile, che anche stavolta è stata denunciata ai Carabinieri, prontamente intervenuti. Nemmeno stavolta nessuno ha sentito o si è accorto di nulla, anche perché nel frattempo le telecamere presente non sono state riattivate, anzi si è scoperto che sono staccate da oltre due anni. Questa situazione risulta preoccupante per tutte le associazioni presenti nella struttura, che a questo punto non si sentono più al sicuro, e non riescono più a lavorare in tranquillità. “E’ una situazione a limiti – racconta il presidente dell’Avis Provinciale, Fausto Di Tommaso – e purtroppo l’Asl continua a non prendere provvedimenti. A parte denunciare la cosa alle forze dell’ordine, dopo i primi due furti dei mesi scorsi non è successo nulla, anzi la situazione a questo punto è anche peggiorata nel Distretto Sanitario B. Manca la vigilanza, mancano telecamera, manca la sicurezza. Noi come Avis Provinciale non riusciamo a lavorare con serenità. e non posso biasimare le nostre collaboratrici se sono impaurite nel recarsi nella struttura”. Si attendono provvedimenti da parte dell’Asl, o dalla stessa Regione Lazio, che può intervenire con provvedimenti urgenti sulla struttura. Alessandro Andrelli
