(di Alessandro Andrelli) La Corte dei Conti bacchetta ancora il Comune di Sora. Un altro richiamo. Un altro “pugno nello stomaco”. La documentazione è stata pubblicata da qualche giorno sulla pagina della trasparenza (clicca qui) ed evidenzia ai sorani la totale mancanza di capacità politica ed amministrativa che imperversa oramai da 5 anni sulla città in ginocchio.
Così la peggiore maggioranza che Sora abbia avuto anche questa volta porta il Comune a “toppare alla grande”. È l’ennesima figuraccia che si aggiunge ad una serie infinita di cose fatte male o non fatte per niente e lasciate morire là. Tante gocce che hanno contribuito a creare un oceano di abbandono e disfatta in cui la città annaspa tra difficoltà senza fine. Ai tanti danni oggettivi, si aggiungono le opere incompiute. A cominciare dal Simoncelli che resta parte “in piedi” e parte “a terra”, senza sapere di che morte dovrà morire, con saggi archeologici, non considerati, da dover fare (questo si dice in giro) e un fermo cantiere che, probabilmente, porterà altri danni da pagare. Si potrebbe continuare con la tanto acclamata pista ciclabile che dovrebbe essere già stata realizzata da tempo, ma che di fatto non c’è. Per non parlare della scuola di Renzo Piano che sembra oramai un miraggio nel deserto (i sorani si chiedono ancora che fine abbiano fatto le transenne griffate G124, costate 10mila euro circa e poi sparite nel nulla. Forse giaceranno vicino ai 45mila euro circa di lampadine e lavori sulla pubblica illuminazione?… chissà!!!). È certo che questo “non fare diffuso” o “fare male” una bella figura non è. Il tutto anche a fronte dei tanti soldi spesi per i mega dirigenti scelti e nominati ad personam dal sindaco. E pensare che per premiare tale bravura (Povera Sora!!!) ci si inventa anche un concorso in corner riservato al 50% agli interni per garantirne la crescita (l’unico tra tutte le necessità di assunzione evidenziate nell’ultimo piano del fabbisogno, povera Sora!!!). E dopo una disfatta così, i membri della piattaforma civica cercano ancora di far passare il messaggio che De Donatis sia l’unico e solo colpevole degli ultimi 5 anni di distruzione. Per gli altri è iniziata da tempo la corsa a ripulirsi dietro facce diverse. Baratta, Mosticone, De Gasperis e Daniele Tersigni sono al fianco di Luca Di Stefano, sebbene tenuti “in panchina” nascosta durante la presentazione ufficiale della candidatura a sindaco per non far vedere alla gente ciò che è veramente. Si comincia a tornare alla vecchia politica che “imbiancata di fresco” (il pittore non manca) sotto sotto vuole beffare ancora i sorani riportandoli agli anni ‘90 e celando che con Luca c’è una considerevole parte della squadra di De Donatis con l’aggravante che a 3-4 personaggi sarebbe già stata promessa la carica del vicesindaco in pectore senza che l’uno sappia dell’altro. Per non parlare di Caschera, Bruni, Lecce, la Di Ruscio e la Castagna tutti a destra dietro Ruggeri e pronti a gestirlo a proprio piacimento a seconda delle necessità. A De Donatis resterebbero fedeli soltanto la Paolacci (responsabile agli occhi di tanti di infinite disfatte), Caldaroni, Floriana De Donatis (sembra) e Coletta. Perso definitivamente anche Vinciguerra che sembra deciso ad appoggiare Maria Paola D’Orazio per essere ben visto all’interno del PD. Ma tra tutta questa solita gente, a Sora chi ci pensa? Se per anni hanno tutti pensato al proprio orticello ora cosa sarebbe cambiato? E fra tali candidati chi veramente ha a cuore la gente e le sue necessità? E la competenza e la conoscenza da quando sono diventati un optional? C’è bisogno di qualcosa di diverso, di capacità amministrativa e di tanto spessore che, uniti all’onestà, all’impegno ed all’intelligenza, permettano alla città di ripartire. Sbagliare ancora rappresenterebbe la fine della città ed ipotecherebbe definitivamente il futuro senza più possibilità di ripresa. Vola libera Sora… vola in alto… e vai dove ti porta il cuore!!! Alessandro Andrelli
