Capita anche questo, sul territorio della città dei papi, dove la mancanza di buon senso si palesa attraverso usi ed abitudini assolutamente riprovevoli.
Nei pressi della zona industriale, a poche centinaia di metri all’interno della provinciale Morolense, più persone hanno depositato una quantità rilevante di vegetali provenienti da potatura e da sfalcio. Lo stato dei materiali, dimostra chiaramente che sono settimane se non mesi che perdura la pessima abitudine. Tecnicamente, secondo le prescrizioni della legge 152/06, se trattasi esclusivamente di vegetali non si configura il reato di inquinamento, purchè depositati su terreno naturale. Purtroppo, però tra l’enorme catasta ed il canale del Consorzio di Bonifica ugualmente intasato dalle erbacce, vi è la tubazione del metanodotto, naturalmente interrata. Se quei rifiuti prendessero fuoco… Le norme prevedono come distanza minima dal metanodotto i tre metri, inderogabili. Non sarebbe male che qualcuno monitorasse il territorio, per evitare situazioni spiacevoli, se non tragiche. Jackal
