FOCUS – Coronavirus, riaprono le palestre … lo sport e l’incognita della ripartenza

Anna Ammanniti
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Oggi, dopo mesi di chiusura per le restrizioni dovute al Covid, secondo il cronoprogramma stabilito dal Governo riaprono finalmente le palestre nelle zone gialle. Il via libera alle aperture delle palestre era stabilito per il 1° giugno, ma il Governo ha anticipato la riapertura di una settimana.

Per tornare ad allenarsi nelle palestre è necessario rispettare una serie di regole approvate dal Comitato Tecnico Scientifico in modo da evitare la diffusione del contagio. All’ingresso verrà rilevata la temperatura, i gestori dovranno predisporre in entrata un cartello con tutti i comportamenti corretti da seguire e il numero massimo di persone che possono stare all’interno. Saranno indicati dei percorsi di ingresso e uscita differenziati e dovranno essere installati dei dispenser di gel igienizzante. Mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle persone, aumentata a due metri mentre si svolge attività fisica. Obbligatorio indossare la mascherina quando non si sta facendo attività fisica. Bere da bicchieri monouso o da bottiglie personali. Vietato l’uso delle docce. Il gestore dovrà aerare spesso i locali. Le palestre riaprono e dovranno contare solo sulle proprie risorse, manca il supporto del Governo. Queste le parole di Maurizio Noli presidente di Operatori Sportivi Riuniti e dirigente nazionale della Federazione Sindacale Sport Italia: “Finalmente si riparte, il settore sportivo è chiamato ad una ennesima sfida con delle grandi incognite destinate a tirarsi dietro problematiche mai risolte. Dal 24 maggio ripartono le palestre, lo faranno ancora una volta potendo contare solo sulle proprie risorse, da dicembre infatti, non c’è stato alcun supporto da parte del Governo. Si attende con trepidazione il varo del Decreto Sostegni Bis, che potrebbe contenere, al suo interno, importanti segnali di aiuto per le società sportive e fondi che ne garantirebbero la sopravvivenza. Trapelano infatti da giorni notizie circa un’emissione di fondi consistente per le strutture. L’iniziale irrisorio stanziamento di circa 50 mln per aiuti economici a fondo perduto, è stato considerevolmente incrementato, si è passati a circa 180 mln ai quali andrebbero aggiunti altri 56 mln per le spese di sanificazione oltre alla riconferma del credito d’imposta da gennaio a maggio 2021. A questo va poi aggiunta l’indennità per i collaboratori sportivi per i mesi di aprile e maggio e qui, a mio avviso, ci sarebbe la nota dolente. Non si comprende la logica, ma pare che il Governo abbia intenzione di ridurre gli importi con un taglio che abbiamo stimato si aggira intorno al 30%. Certo non un buon segnale di apertura questo, da parte del Governo, per i collaboratori sportivi, rammento che seppur ci sarà una riapertura delle strutture, il buon 60% dei collaboratori sportivi rimarrà a casa. Questa situazione si verrà a determinare a causa dell’incertezza che le chiusure forzate hanno portato al settore. Sono molti, a nostro avviso, i gestori che preferiranno infatti attendere la ripartenza della stagione a settembre, prima di avviare il vero e proprio programma sportivo annuale. Anche in questo caso i segnali che pervengono dalle istituzioni non sono confortanti, la richiesta da parte nostra di programmare una campagna di riapertura, mettendo sul campo voucher sportivi, per consentire alla collettività di accedere agevolmente allo sport, con aiuti di stato ad hoc, non ha trovato spazio all’interno del decreto e questo, potrebbe portare a rallentamenti che determinano appunto le attese dei gestori. Il protrarre la chiusura delle piscine al chiuso, appare più che mai assurdo e indecifrabile, rimangono molti dubbi sulla decisione assunta dal Governo che costringerà le piscine alla ripresa al 1° luglio, un periodo questo, che determinerà la non ripartenza di quest’ultime e lo slittamento che probabilmente avverrà sino a settembre con la ripresa della nuova stagione. I nostri politici dovrebbero riflettere meglio sulla spinta, anche assistenziale sanitaria, che questo settore offre per il SSN e valutarne l’importanza, anche in virtù della specificità educativa e civica che riflette sui giovani. Non passa inosservato, l’impegno che il sottosegretario con delega allo sport Valentina Vezzali sta mettendo sul campo in questo periodo. Ovviamente si può fare meglio, tutto è migliorabile, il settore affronta una crisi epocale di dimensione enormi, l’aver ereditato problemi controversi legati alla riforma e una situazione economica disastrosa dal precedente governo, non ne agevola il percorso. Il lavoro in sordina che sta portando avanti va apprezzato e, se venissero confermati gli impegni presi nel decreto che è in discussione in queste ore, sarebbe davvero un bel colpo. Mi auguro vivamente che si riesca a mettere mano alle indennità per i collaboratori sportivi, ripristinando gli importi precedenti, e venga discussa una indennità legata anche al mese di giugno in quanto, come detto, molti collaboratori sportivi resteranno ancora a casa senza poter svolgere le proprie attività. Una ulteriore osservazione va fatta sull’esclusione dalle indennità di quanti hanno percepito un reddito, abbiamo chiesto a gran voce la possibilità di introdurre una norma che prevedesse l’accesso al bonus, anche per coloro che, in questi mesi, sono riusciti a svolgere qualche attività percependo un reddito minimo. Insomma la situazione non è delle migliori, la voglia di ripartire, e riprendere l’attività è tanta, il settore è fatto di professionisti abituati alle sfide, anche in questa circostanza non mancheranno nel dare il proprio supporto al Paese con la serietà e l’impegno che da sempre lì contraddistingue. I gestori delle strutture, veri investitori dello sport in questo Paese, ripartono con tante incognite e tanta voglia di riprendersi i propri spazi, la propria vita ma, soprattutto, con la consapevolezza di poter dare il proprio supporto al Paese e alla collettività, inutile sottolineare la spinta occupazionale ed economica che garantisce, anche in virtù di tutte le attività che vi gravitano intorno.” Anna Ammanniti    
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