La sede del Partito Democratico, all’ombra di Palazzo d’Iseo, ha ospitato i carbonari decisi a dar vita ad una coalizione che spazi dai partiti ai movimenti, privilegiando la società civile.
Seduti distanziati ma non troppo, data l’esiguità degli spazi a disposizione, si sarebbero ritrovati attorno allo stesso tavolo Egidio Proietti e Maurizio Bondatti (PD), Franco Alterio e Costantino Santovincenzo (Comunisti), Roberto Bruni (Anagni Cambia Anagni), Fernando Fioramonti (citta3puntozero), Lucilla Graziani (Possibile), Roberto Romiti ed Enzo Colantoni (Socialisti) e Alessandra Lalla Cecilia già assessore nella giunta Bassetta, arma segreta di Giuseppe Felli, tra i promotori o ispiratori dell’iniziativa. Il piano sarebbe quello di creare una credibile alternativa al governo Natalia, iniziando fin da subito una guerra di logoramento; non è esclusa, addirittura, la formazione di una “giunta ombra” che possa marcare a uomo gli attuali inquilini della Sala Gialla. Daniele Natalia, paragonato al generale Custer accerchiato a Little Big Horn, coraggioso ma dalla difesa sguarnita, è impegnato a rafforzare la propria esigua maggioranza, blandita da chi appena ore prima dell’ultimo consiglio comunale aveva fatto paventare indiscusso sostegno. Una situazione non facile per il primo cittadino, costretto a navigare tra marosi e scogli che affiorano all’ultimo momento. Jackal
