L’associazione Quartiere Cerere da sempre promotrice della Ztl nel centro storico, ha dal 2019 avviato una serie di iniziative, raccogliendo il consenso dei cittadini e delle attività commerciali.

Iniziò a luglio del 2019, Quartiere Cerere chiese ed ottenne dal Comune la possibilità di istituire
la ztl per tutto il periodo estivo (clicca qui
https://www.tg24.info/anagni-il-quartiere-cerere-ottiene-la-ztl-per-il-periodo-estivo/) dal tratto del centro storico da largo Zegretti a Porta Cerere. L’associazione a maggio 2020 ripropose l’iniziativa, ma il Comune optò per una ztl a favore degli automobilisti (clicca qui
https://www.tg24.info/anagni-ztl-la-scorsa-estate-successo-per-liniziativa-di-quartiere-cerere-questanno-proposta-bocciata-dal-comune/). Insieme ad altre associazioni chiese al Comune la revoca della ztl a orari ridotti (clicca qui
https://www.tg24.info/anagni-ztl-ed-orari-ridotti-le-associazioni-chiedono-immediata-revisione-dellordinanza/). Dal 2019 Quartiere Cerere ha portato avanti la sua battaglia per
un centro storico libero dalle auto e il presidente
Luca Santovincenzo, davanti alle dichiarazioni rilasciate dall’assessore alla Cultura
Carlo Marino, si è sentito in dovere di non restare in silenzio. L’assessore infatti ha dichiarato di aver gestito “una graduale pedonalizzazione del centro storico di Anagni, prima considerato una chimera”. Luca Santovincenzo non ci sta.
“L’assessore sa bene che non è così. Il programma elettorale della sua amministrazione parlava chiaro. Erano portatori degli interessi di chi voleva le auto in centro e nel 2018 avevano subito abolito la ZTL con tanto di interviste spot dell’allora Presidente del Consiglio De Luca e del Sindaco Natalia. Gli anagnini sanno bene cosa si è dovuto fare per arrivare alla “pedonalizzazione” di oggi, tra l’altro parziale, storia che parte esclusivamente dalla ZTL richiesta nell’estate 2019 dal Quartiere Cerere. Se fosse stato per l’assessore Marino e la sua giunta non sarebbe cambiato nulla, come non è ancora cambiato nulla sui danni e pericoli del traffico quotidiano fuori dagli orari ZTL, perché manca la volontà politica di tutelare i pedoni e i residenti. Le firme raccolte e le innumerevoli istanze protocollate dall’Associazione Quartiere Cerere parlano chiaro. Ci vorrebbe poi attenzione e serietà. Un assessore che dichiara di puntare al turismo “esperienziale” e “lento”, dovrebbe sapere che per prima cosa deve migliorare la qualità della vita dei residenti. Il turista non soggiorna dove il residente non vive bene. Lo dice la logica.
La città va migliorata dunque nella sua generalità. Va curata, va rispettata e va riqualificata. Mancano musei, centri culturali, spazi verdi dignitosi, aree ristoro, giochi per bambini, percorsi natura, aree di camminamento, servizi igienici, servizi di mobilità alternativa e tanto altro. Manca la cura del quotidiano. Il turista non va solo al bar o al ristorante, e se è vero che abbiamo eccellenze nella ristorazione, è anche vero che proprio negli anni della gestione di Marino abbiamo visto ridurre il flusso turistico e chiudere tante attività enogastronomiche. Gli articoli di fine 2019 sui dati del museo in Cattedrale e sulla desertificazione del centro parlano chiaro. Tanto che a gennaio 2020, prima dello scoppio dell’epidemia, fu indetta dal Quartiere Cerere una riunione per spronare Marino, Giovannelli Protani e l’allora assessora Retarvi, nonché indirettamente anche il Sindaco. L’estate 2019 è stata salvata solo dalle iniziative private di Casa Barnekow e dalla ZTL quotidiana del Quartiere Cerere, dove guarda caso non ha chiuso nessuno ed anzi hanno aperto nuove attività. L’estate 2020 è stata salvata solo grazie al turismo di prossimità provocato dal Covid e la ZTL concessa grazie alla protesta delle associazioni e alle richieste compatte dei ristoratori. Per il 2021 cosa dobbiamo aspettarci?”
Anna Ammanniti