Condannata a due anni di carcere per aver emesso assegni a vuoto, ma il marito aveva falsificato la sua firma lei lo scopre e lo denuncia.
I fatti risalgono ad alcuni mesi fa quando la donna, una cinquantenne residente ad Anagni, si è vista arrivare a casa la notifica nella quale veniva riportato il decreto di condanna. Secondo la procura la 50enne era colpevole di aver firmato chèque per la somma di 40 mila euro. A sbrogliare l’intricata matassa l’avvocato Antonio Ceccani che dopo aver incaricato un consulente ha scoperto che la firma della sua cliente era stata contraffatta e che quella grafia apparteneva proprio al marito della cinquantenne. A falsificare quelle firme sugli assegni era stato proprio il coniuge che stava attraversando un difficile momento economico e che sperava in quel modo di potersi risollevare. L’uomo messo alle strette alla fine ha confessato l’illecito. Dunque la cinquantenne non c’entrava nulla con il reato di truffa. A seguito di tali fatti la donna è stata prosciolta dal reato. La cinquantenne che ha chiesto la separazione ha denunciato il coniuge per aver falsificato la sua firma. (Foto di repertorio) Mar.Ming.
